L’ultimo passo falso pubblico di Kylian Mbappé ha evidenziato ancora una volta la sensibilità duratura che circonda il leader fondatore della Cina, MaoZedong. L'attaccante francese, recentemente snobbato dalla lista dei vincitori del Pallone d'Oro, si è trovato coinvolto in una polemica dopo che è emerso un video in cui scherzava su un meme che lo accostava a Mao. La clip, che mostrava un’immagine composita del volto di Mbappé sul corpo di Mao, è diventata rapidamente virale e ha innescato una rapida reazione da parte del pubblico e delle autorità cinesi.
A poche ore dalla pubblicazione del video, un’ondata di condanna si è diffusa sui social media. L'app di calcio Dongqiudi è stata tra le prime a denunciare i commenti come “inappropriati” e si è rifiutata di tradurre il contenuto, citando la sua natura offensiva. I media cinesi hanno riferito dell’incidente ma hanno in gran parte evitato di dettagliare le parole esatte che hanno causato offesa, riflettendo la più ampia riluttanza a discutere apertamente dell’eredità di Mao. La Federcalcio cinese ha presentato una protesta formale al Real Madrid e la lega spagnola ha rilasciato un comunicato in cui esprime profondo rammarico per l'offesa causata ai tifosi cinesi. Lo stesso Mbappé si è scusato martedì, dicendo: “Il mio commento è stato sconsiderato e ora capisco che ha ferito molte persone in Cina”. LaLiga ha fatto eco a questo sentimento, aggiungendo che “si rammarica profondamente dell’offesa che i recenti commenti di Kylian Mbappé hanno causato tra i tifosi cinesi”.
Le conseguenze si sono estese oltre il mondo del calcio. Diversi marchi di alto profilo, tra cui Mercedes e Versace, hanno annunciato che avrebbero reciso i legami con il giocatore e l'incidente ha spinto la televisione di stato a sospendere la copertura dell'intero campionato della massima serie spagnola. La rapida risposta aziendale sottolinea l’elevata posta in gioco per gli atleti e gli sponsor stranieri che operano in Cina, dove un singolo passo falso può innescare una rapida corsa al “taglio dei legami”. Gli esperti stimano che gli accordi commerciali di Mbappé in Cina avrebbero potuto valere fino a 30 milioni di dollari all’anno; la potenziale perdita di tali entrate è significativa.
La controversia ha anche riacceso le discussioni sull’eredità di Mao nella Cina contemporanea. Mentre il Partito Comunista continua a dipingerlo come un eroe rivoluzionario, il ricordo di politiche come il Grande Balzo in avanti e la Rivoluzione Culturale rimane controverso. Gli studiosi notano una crescente ambivalenza tra i cinesi più giovani, che a volte vedono l’era di Mao come un periodo di idealismo ed egualitarismo, un sentimento che il partito cerca di monitorare da vicino. L’incidente quindi non ha solo avuto un impatto sulle prospettive commerciali di Mbappé, ma è anche servito a ricordare il delicato equilibrio che le figure straniere devono mantenere quando interagiscono con il pubblico cinese.
Guardando al futuro, sia Mbappé che LaLiga sembrano adottare misure per mitigare ulteriori danni. Le scuse della lega spagnola e l’impegno dell’emittente statale cinese ad ascoltare le future dichiarazioni del giocatore suggeriscono un approccio cauto volto a ripristinare la buona volontà. Nel frattempo, il ministero degli Esteri cinese ha riconosciuto le scuse, indicando la volontà di andare avanti, anche se restano da vedere gli effetti a lungo termine sul valore del marchio Mbappé in Cina. L’episodio serve a ricordare duramente come le sensibilità storiche possano rapidamente tradursi in conseguenze commerciali nell’arena sportiva globale.
