Il dibattito sulla necessità che le squadre della Premier League debbano correre di più per vincere si è intensificato dopo il recente pareggio per 1-1 del Manchester United contro il Tottenham, una partita che ha visto i Red Devils percorrere cinque chilometri in meno rispetto agli avversari. Il commentatore JamieRedknapp, parlando a Sky Sports, ha criticato la mancanza di impegno, sottolineando che “le statistiche non mentono” e che le squadre che corrono più dei loro rivali hanno maggiori probabilità di avere la meglio. Le sue osservazioni fanno eco a una tendenza crescente nell’analisi del calcio, dove la distanza percorsa e il conteggio degli sprint vengono utilizzati come diagnostica rapida per le prestazioni.

Per valutare la validità di questo argomento, gli analisti hanno confrontato la classifica del campionato con i parametri fisici della stagione 2023-24. Mentre Arsenal e Manchester City erano in testa alle classifiche per distanza complessiva, le squadre che finirono dal terzo all'ottavo avevano cifre solo marginalmente inferiori. I primi dieci club hanno percorso una media di 4.363 km a stagione, appena 31 km in più rispetto ai 4.332 km degli ultimi dieci. La distanza ad alta intensità ha mostrato un andamento simile, con i primi dieci che hanno percorso una media di 338,7 km contro i 328,4 km degli ultimi dieci, una differenza del 3%. Quando è stato effettuato lo stesso confronto per la stagione in corso, il divario è rimasto trascurabile. Anche guardando le previsioni pre-campionato dal supercomputer di Opta, la differenza tra risultati superiori e inferiori era solo dell’1,4% nella distanza totale percorsa.

Analisi più sfumate indicano una modesta correlazione tra la “distanza percorsa in possesso di palla” e la posizione finale in campionato. Le squadre che correvano di più tenendo la palla tendevano a finire più in alto, suggerendo che la chiave potrebbe essere la qualità del possesso palla piuttosto che il semplice chilometraggio. Giocando partita per partita, tuttavia, i dati suggeriscono che le disparità estreme nella corsa possono influenzare i risultati. Delle 86 partite di Premier League dalla scorsa stagione in cui una squadra ha percorso almeno cinque chilometri in meno rispetto all'altra, la squadra svantaggiata ha vinto solo dieci volte, con una percentuale di vittorie dell'11,6%. Escludendo le partite con cartellini rossi, il tasso sale leggermente al 12,1%. Quando il divario si riduce a 2,5–4,99 km, il tasso di vittorie sale al 25,8%, anche se le sconfitte continuano a superare le vittorie.

L’evidenza suggerisce che correre di più non è un predittore affidabile del successo durante un’intera campagna. Invece, allenatori come JürgenKlopp e PepGuardiola sottolineano tempismo e intenti: “Non devi correre 115 km a partita per avere successo”, ha detto Klopp, mentre Guardiola ha aggiunto che “correre solo per correre è inutile”. La conclusione per i club è che la prestazione fisica dovrebbe essere abbinata alla consapevolezza tattica e al possesso di palla di qualità, piuttosto che essere trattata come un parametro a sé stante. Con l’avanzare della stagione, le squadre continueranno probabilmente a perfezionare l’equilibrio tra impegno e strategia, mantenendo vivo il dibattito tra esperti e tifosi.

The GuardianQuesto articolo è stato riscritto e localizzato da ScoreLens sulla base del servizio originale.
Leggi l'originale ↗ ← Torna alle notizie