Celtic e Rangers sono attualmente in attesa di una decisione da parte del tribunale d'appello della Federcalcio scozzese in merito ai loro ricorsi contro un'ordinanza che li costringe a giocare le prossime partite casalinghe della Coppa di Scozia senza tifosi presenti. I due club hanno presentato le loro argomentazioni lunedì, dopo che il tribunale è entrato in un periodo di deliberazione prima di annunciare se le sanzioni rimarranno in vigore.
L’ordine di chiudere gli stadi è stato emesso a fine agosto a seguito di un violento incidente al termine dei quarti di finale della scorsa stagione a Ibrox. Il Celtic vinse quella partita ai rigori, ma il campo fu rovinato da uno scontro tra tifosi che vide lanciare fuochi d'artificio e altri proiettili, ferendo agenti di polizia e portando a 43 arresti entro il 25 agosto. Entrambi i club sono stati multati di 100.000 sterline per il disturbo e hanno avvertito che una seconda partita casalinga potrebbe essere giocata a porte chiuse se si verificassero ulteriori comportamenti inaccettabili.
Una revisione indipendente pubblicata a luglio ha rilevato che l’incidente “è arrivato a un margine molto piccolo dal diventare uno scontro di massa violento”. Guidato da Mark Blackbourne, il rapporto ha evidenziato i fallimenti di entrambi i club e ha criticato la SFA per non aver adottato una posizione più dura nei confronti dei disordini della folla. Di conseguenza, a settembre è stato raggiunto un accordo per escludere i tifosi da tutti i derby dell'Old Firm nelle competizioni SPFL di questa stagione.
Il tribunale d’appello deciderà ora se le sanzioni, comprese la chiusura dello stadio e le multe, sono valide. Il risultato determinerà se Celtic e Rangers potranno ospitare i tifosi nelle prossime partite casalinghe della Coppa di Scozia, o se i club dovranno giocare quelle partite in stadi vuoti. Il futuro delle partite dei club e l’impatto più ampio sul calendario calcistico scozzese dipenderanno dalla sentenza del tribunale, che dovrebbe essere annunciata a breve.
