Il derby di Milano non è più solo una sfida calcistica, ma un confronto tra due modelli di proprietà con radici simili ma approcci decisamente differenti. Gerry Cardinale, nuovo proprietario del Milan, ha intensificato il suo ruolo di “owner‑operator” durante la vigilia del match contro l’Inter, riconoscendo i punti di forza della società nerazzurra ma dichiarando che il Diavolo può superare i rivali. La sua presenza è ormai centrale: intervista, commenti sul mercato e decisioni strategiche vengono messi in campo direttamente da lui, mentre la struttura di RedBird si è evoluta da un semplice investitore a un vero e proprio volto pubblico del club.
RedBird ha acquisito il Milan nel 2022. Da allora il fondatore è diventato la figura più visibile della proprietà, assumendo un ruolo attivo nella gestione quotidiana. Cardinale ha già intervenuto nella riorganizzazione del club, ha scelto l’allenatore Ruben Amorim e ha annunciato l’arrivo di un nuovo direttore sportivo. Inoltre, la nomina di Massimo Calvelli come amministratore delegato rafforza il legame diretto tra la società e la proprietà, confermando l’approccio “owner‑operator” che Cardinale ha promosso fin dall’inizio.
Al contrario, l’Inter è passata sotto il controllo di Oaktree nel maggio 2024, dopo il mancato rimborso di un finanziamento alla holding di Steven Zhang. Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield, ha adottato una strategia di comunicazione più indiretta. Il consiglio di amministrazione è presente, ma le decisioni strategiche vengono comunicate raramente da un singolo portavoce. Mentre Alejandro Cano ha fatto brevi apparizioni al momento dell’insediamento, la figura più vicina al club è Katherine Ralph. Il volto pubblico dell’Inter rimane Giuseppe Marotta, presidente e amministratore delegato, che nel 2025 diventerà anche azionista con una quota di quasi il 2 %. Oaktree preferisce quindi comunicare attraverso la struttura societaria e i propri manager, evitando di costruire una centralità mediatica intorno a una singola persona.
Le due proprietà condividono l’obiettivo di sostenibilità e crescita del valore del club, oltre all’impegno nel progetto del nuovo stadio di San Siro. Tuttavia, le loro filosofie operative rimangono distinte: Cardinale vuole essere protagonista attivo del Milan, intervenendo direttamente nelle decisioni sportive e amministrative, mentre Oaktree preferisce che la voce principale dell’Inter sia il club stesso, con una comunicazione più strutturata e meno focalizzata su un singolo portavoce. Con il derby di Milano in programma, il confronto tra queste due visioni di proprietà si farà ancora più evidente, offrendo agli appassionati un nuovo livello di interesse oltre al calcio.