Lo scontro tra Liverpool e Arsenal ad Anfield questa domenica è più di una resa dei conti alla caccia del titolo; per molti tifosi del Manchester City è diventata una battaglia simbolica contro un percepito “cartello rosso” di club rivali che, sostengono, ha cospirato per impedire al City di dominare la Premier League. Il termine si riferisce alle tre squadre che indossano magliette rosse – Liverpool, Arsenal e Manchester United – insieme alla divisa rossa del club, ed è usato dai tifosi del City per descrivere una rete di alleanze che presumibilmente influenzano le regole del campionato, la condivisione delle entrate e la copertura mediatica in un modo che favorisce le potenze tradizionali.
La controversia nasce da un’indagine indipendente conclusasi nel febbraio 2023, quando la Premier League ha dichiarato il City colpevole di aver violato le norme finanziarie per un periodo di nove anni. Il club è stato accusato di utilizzare “contratti fittizi” e di gonfiare le entrate commerciali di oltre 830 milioni di sterline, e l’amministratore delegato della lega, Richard Masters, ha affermato che il City ha “sistematicamente infranto le regole della Premier League per quasi un decennio”. L’amministratore delegato del City, Ferran Soriano, ha respinto il verdetto, definendolo una “teoria del complotto della Premier League” e suggerendo che la decisione sia stata guidata da un’alleanza nel consiglio di amministrazione di club rivali.
Una delle prove più citate del presunto cartello è una fotografia scattata nell'ottobre 2017 in un ristorante di New York di proprietà di Robert De Niro. L'immagine mostra i proprietari e i dirigenti di Liverpool, Arsenal e Manchester United - John Henry, Ivan Gazidis, Joel e Avram Glazer e Ed Woodward - mentre cenano insieme una settimana prima del voto della lega sulla distribuzione delle future entrate televisive globali. La tempistica dell’incontro, e il fatto che City, Chelsea e Tottenham fossero assenti, ha portato i tifosi del City a sostenere che i club in maglia rossa si sono coordinati per assicurarsi una quota maggiore di entrate e per spingere per regole più rigorose di fair play finanziario (FFP) che svantaggierebbero il modello di spesa del City.
La narrazione è rafforzata da una serie di dichiarazioni pubbliche di esponenti senior dei tre club negli ultimi dieci anni. Nel 2009, Arsène Wenger dell’Arsenal ha chiesto restrizioni finanziarie, citando la “concorrenza sleale” del City. Due anni dopo, il proprietario del Liverpool John Henry ha twittato del lucroso accordo di sponsorizzazione delle magliette del City e nel 2012 David Gill del Manchester United ha parlato in un’assemblea degli azionisti della necessità di regolamentare il FFP. Più recentemente, l’amministratore delegato dell’Arsenal ha ringraziato l’amministratore delegato della Premier League Richard Scudamore per il suo lavoro sul FFP, sollecitando anche un’adozione più rigorosa delle regole. Il City ha anche sottolineato il numero sproporzionato di ex giocatori di United, Liverpool e Arsenal che ora lavorano nei media e spesso criticano il club.
I tifosi del City sostengono che se la Premier League dovesse privare il club degli otto titoli vinti tra il 2012 e il 2024, gli onori sarebbero ridistribuiti agli altri club in maglia rossa – tre allo United, tre al Liverpool e due all’Arsenal – ampliando così il divario tra il City e i suoi rivali. “I proprietari dei club del Cartello Rosso hanno portato avanti l’agenda delle “regole” per proteggere il loro status e posizione”, ha affermato Phil Hardman, titolare da lungo tempo dell’abbonamento stagionale. Ha aggiunto che è necessaria una soluzione più giusta e competitiva per premiare i club che sono gestiti bene sia dentro che fuori dal campo.
Mentre i risultati dell’indagine rimangono in vigore, il futuro del City dipenderà da come il club risponderà alle sanzioni della Premier League e se la narrativa del presunto cartello guadagnerà terreno nella più ampia comunità calcistica. La prossima partita ad Anfield sarà quindi osservata non solo per il dramma sul campo, ma anche per eventuali ulteriori dichiarazioni da parte della dirigenza del City che potrebbero chiarire o contestare le accuse del “Cartello Rosso”.
