Leonardo Bon Ucci ha condiviso, in un episodio del podcast “Il Fienile”, la terribile esperienza vissuta nel 2016 con il figlio Matteo, che ha dovuto affrontare un intervento chirurgico di emergenza. L’ex difensore della Juventus e della Nazionale italiana ha raccontato come la famiglia si sia trovata di fronte a una situazione di vita o di morte, descrivendo con dettagli la paura e la speranza che hanno accompagnato quel periodo.
Secondo Bon Ucci, la vicenda è iniziata durante una vacanza a Formentera. Il giovane Matteo, allora di soli 11 anni, ha cominciato a mostrare segni di malessere: era “un po’ assente” e una mattina ha emesso un liquido biancastro. Dopo un secondo episodio, la madre ha chiamato la guardia medica, che sospettò una meningite, seppur senza la presenza di febbre. L’intervento d’urgenza al pronto soccorso ha portato a una diagnosi più grave: una massa di otto centimetri situata vicino al cervelletto, “grande come una tazza”.
Il padre ha ricordato l’angoscia di quel momento, aggiungendo che l’intervento doveva durare tre ore, ma si è protratto per oltre sette. “Tirai un pugno al muro dalla disperazione”, ha detto Bon Ucci, descrivendo l’incertezza che ha accompagnato la procedura. Dopo l’intervento, Matteo ha dovuto affrontare altri due interventi per regolarizzare il flusso del liquido spinale, ma il risultato finale è stato positivo. Oggi, pur con alcune limitazioni rispetto agli sport di contatto, Matteo si sente bene e pratica tennis.
L’esperienza ha avuto un impatto profondo sulla famiglia Bon Ucci, che ha dovuto affrontare non solo la paura ma anche la responsabilità di garantire la salute del proprio figlio. Il racconto di Leonardo, sebbene personale, è stato condiviso con un tono di gratitudine verso il personale medico e il team di supporto che ha reso possibile il recupero di Matteo. La vicenda, pur avendo avuto origine in un contesto familiare, è stata resa pubblica grazie alla piattaforma del podcast, dove il giocatore ha potuto esprimere la sua vicinanza verso chi affronta situazioni simili.