Carlo Pellegatti, giornalista di TMW Radio, ha espresso la sua preoccupazione per la situazione del Milan durante un’intervista trasmessa su Tuttomercatoweb.com. Nel suo commento, ha sottolineato che la principale preoccupazione non riguarda solo la costruzione di un progetto, ma la mancanza di progressi tangibili nel processo di ristrutturazione della squadra.
Nel corso della sua intervista, Pellegatti ha evidenziato la difficoltà di passare da un 3‑4‑2‑1 a un 4‑4‑2, un cambio di sistema che, secondo lui, è tipico degli allenatori che vengono chiamati in sostegno di squadre in difficoltà. Ha osservato che, sebbene il 4‑4‑2 possa essere adottato temporaneamente durante una partita, la costante oscillazione tra i due moduli è motivo di preoccupazione. “Non si vede un progresso, sono passati tre mesi e siamo ancora lì”, ha affermato, facendo riferimento al fatto che la squadra non è riuscita a stabilizzarsi in una tattica coerente.
Pellegatti ha anche criticato la scelta di giocatori da parte del nuovo allenatore, Américo Amorim. Ha citato due esempi: un giocatore che era riserva dell’Atalanta e un altro proveniente dal Fulham, sottolineando come queste scelte non sembrino rispondere alle esigenze della squadra. “Bisogna farsi delle domande così. Il tifoso comincia a fare come due anni fa”, ha aggiunto, suggerendo che i fan iniziano a ricordare le difficoltà passate.
Il giornalista ha poi accennato all’ombra di Conte che si fa sempre più evidente. Ha dichiarato che, se Amorim dovesse essere esonerato, dovrebbe farlo portando avanti un progetto coerente e non un “spurio”. “Vada avanti per la sua strada. Uscire con un 4‑4‑2 non ha senso”, ha concluso, ribadendo l’importanza di una strategia tattica stabile.
In sintesi, Pellegatti ha messo in evidenza la mancanza di progresso del Milan, la difficoltà di stabilire un sistema di gioco coerente e le scelte di giocatori che non sembrano rispondere alle esigenze della squadra. Ha chiesto un progetto più chiaro e una gestione più decisa per riportare la squadra al successo. L’analisi del giornalista evidenzia la necessità di un cambiamento più deciso e di una visione più chiara per il futuro del club.
