Il settimo turno della Serie A si avvicina, ma prima di riprendere la competizione le discussioni si sono concentrate su un episodio arbitrale che ha scosso l’opinione pubblica. L’arbitro Michael Fabbri ha assegnato un cartellino rosso a Donyell Malen dopo l’entrata “killer” su Bruno Kaiki durante lo scontro Como‑Roma. Per capire meglio la decisione, l’ex direttore di gara Gianpaolo Calvarese ha intervistato l’ex giocatore di Inter e Lazio Antonio Candreva nella puntata di “Fischio Finale”.
Calvarese ha confrontato l’incidente con quello che è accaduto in Sassuolo‑Milan, dove Armand Laurienté ha colpito Mario Gila con un piede a martello quasi a livello di ginocchio. “Mi ha sempre un po’ disturbato la questione dell’interpretazione”, ha detto Candreva, sottolineando che, secondo lui, sia l’entrata di Laurienté sia quella di Malen dovrebbero essere considerate rossi. “Per me sono entrambi rossi, tutta la vita”, ha aggiunto, evidenziando che l’entrata di Laurienté, sebbene più “accesso”, è comunque inappropriata, ma che la dinamica del campo può rendere la valutazione più complessa quando si guarda solo la foto.
Candreva ha spiegato che, in un caso come quello di Malen, il VAR o la visione dell’immagine possono far chiedersi “Che ha combinato questo?”. “Per me non aveva senso entrare con quella verve, no?”, ha detto. Calvarese ha poi espresso la sua prospettiva da arbitro, affermando che, osservando il salto di Malen e l’intensità dell’azione, ha ritenuto necessario il cartellino rosso. “Live non riesco a percepire dove poi atterri Malen”, ha spiegato, e ha confermato di aver pensato al rosso.
Per quanto riguarda l’incidente di Laurienté e Gila, Calvarese ha riconosciuto che il punto di contatto è stato alto e “brutto”, ma ha aggiunto che il fotogramma non rende giustizia alla situazione, poiché la velocità è stata ridotta. “C’è poca velocità”, ha detto, sottolineando come la decisione dipenda dalla percezione del momento.
L’intervista ha evidenziato le divergenze di interpretazione tra giocatori e arbitri, ma ha anche messo in luce la complessità delle decisioni in tempo reale. Con la Serie A che si prepara a riprendere, la discussione rimane aperta su come le autorità arbitrarie dovrebbero gestire situazioni simili in futuro.
