Il giovane talento del Frosinone, Romano Schmid, ha rivendicato il soprannome “Messi delle Alpi” durante un’intervista alla Gazzetta dello Sport, spiegando come la sua fisicità e il suo stile di gioco lo abbiano fatto distinguersi fin da giovane. Il difensore tedesco, alto solo 1,68 m, è stato definito da Ralf Rangnick, allenatore dell’Austria, con i termini “giftzwerg” e “nano velenoso”, sottolineando la sua aggressività e la capacità di creare problemi ai giocatori più grandi. Schmid ricorda di essere stato soprannominato “zauberer”, “mago”, quando era ancora un bambino, e di aver scritto su di sé il nome del suo allenatore quando aveva 15 anni, dimostrando fin da subito la sua determinazione a raggiungere la prima squadra.
Nel racconto di Schmid, la sua aspirazione a realizzare dieci assist in una stagione è descritta come un obiettivo realistico, ma il vero scopo rimane il miglioramento personale e quello della squadra. Il giovane giocatore ha sempre avuto una particolare predilezione per i creativi del calcio, citando tra i suoi modelli Messi, Götze e Dybala. A 16‑17 anni, Schmid ha persino tatuato un pallone con una corona sul polpaccio in onore di Dybala, dimostrando quanto questi tre giocatori abbiano influenzato il suo stile di gioco e la sua visione del calcio.
Schmid ha inoltre espresso grande rispetto per alcuni colleghi e rivali. Ha elogiato Ghedjemis, definendolo “incredibile” e “pazzesco” per la sua forza e il suo senso tecnico, e ha sottolineato come sia stato un vero “top player” per la sua capacità di dribblare, passare e tirare. Per quanto riguarda la difesa, ha lodato Masini, descrivendolo come un “bodyguard” invincibile che domina tutti i duelli a stretto contatto, invitando chiunque a guardarlo attentamente per comprendere la sua forza.
Con la stagione ancora in corso, il Frosinone si trova in una posizione competitiva nella Serie B, e la presenza di Schmid tra i giovani talenti del club è vista come un elemento chiave per il futuro. Il giocatore, che ha già dimostrato di poter gestire la pressione e di avere una visione chiara dei suoi obiettivi, sembra pronto a consolidare il suo ruolo di creatore di occasioni e a contribuire al successo del club. I prossimi incontri offriranno l’opportunità di verificare se la sua ambizione di dieci assist si tradurrà in risultati concreti, mentre il suo sviluppo personale continuerà a essere monitorato con interesse sia dai tifosi che dagli addetti ai lavori.