José María Giménez è tornato sabato a Madrid, ma questa volta non è stato l'Atlético de Madrid a riceverlo; L'uruguaiano ha affrontato la sua ex squadra al Metropolitano, il nuovo stadio inaugurato dalla squadra. Per l'attaccante, arrivato al club nel 2013 e lasciato casa 13 anni dopo per firmare in prestito al Deportivo de la Coruña, quella giornata è stata un misto di nostalgia e gratitudine. Entrando in campo, i tifosi gli hanno fatto una standing ovation e, nella tribuna sud, uno striscione con la scritta "Rispetto a chi ci ha sempre rispettato. Giménez, 'uno di noi'" gli ha ricordato l'affetto che i colchoneros gli dimostrano. Al termine dell'incontro, ai microfoni di Movistar, Giménez ha espresso la sua gratitudine: "Grato per tutto l'amore e l'affetto che il Metropolitano mi ha dato. Dal profondo del mio cuore, grazie mille. Lo porterò sempre con me".

Il ritorno di Giménez ha suscitato commenti anche da parte dei suoi ex compagni di spogliatoio. Il portiere Jan Oblak, arrivato all'Atlético nel 2014 dal Benfica, ha ricordato quanto fosse strano vedere il suo ex compagno di squadra delle giovanili nella rivalità. "È stato molto strano. Pela è arrivato qui un anno prima di me. Fin dai miei inizi nel club è stato con me, siamo stati insieme. È stato speciale ma molto strano, perché non ti rendi conto che ora non è con noi, che è in un'altra squadra. L'ho visto molto bene, sono molto felice per lui, che sta bene, che è in salute e che gli piace il calcio", ha detto Oblak. Riguardo alla possibilità che Giménez segnasse ancora di testa, il portiere ha aggiunto con umorismo: "Meno male che non ha segnato di testa, come faceva qui. Sono sicuro che lo farà nei prossimi giorni contro altre squadre".

Anche il centrocampista Julián Álvarez ha parlato del suo rapporto con l'uruguaiano. "È un personaggio, una brava persona che durante il tempo che abbiamo condiviso, la verità è che ha fatto molto bene. Tanti amici, tante risate, tante chiacchiere. Gli vogliamo tanto bene, gli auguro il meglio ed è sempre bello incrociarsi in campo", ha commentato Álvarez, ricordando i momenti di cameratismo che hanno condiviso nello spogliatoio. Da parte sua, l'attaccante Giuliano ha ricordato la lunga carriera di Giménez nel club. "Lo conoscevo da giovanissimo, quando venne dall'Argentina per vedere l'Atlético Madrid. L'ho visto crescere qui e giocare contro di lui è strano, spero sia stato speciale giocare nel suo stadio, dove ha vissuto tanto e ha dato tanto all'Atlético Madrid. Ha lasciato tutto per questo scudetto negli anni in cui è stato qui, spero sia stato speciale", ha aggiunto.

A partita finita, l'Atlético de Madrid continua a competere nel campionato spagnolo, mentre Giménez prosegue la sua carriera al Deportivo. L'incontro ha chiarito che, nonostante le rivalità, il calcio continua a essere un ponte che unisce giocatori e tifosi, e che il rispetto e l'amicizia trascendono le linee del campo.

Mundo DeportivoQuesto articolo è stato riscritto e localizzato da ScoreLens sulla base del servizio originale.
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