Nicklas Bendtner ha ripreso la conversazione sul suo breve ma intenso periodo alla Juventus, ricordando l’esperienza che lo ha accompagnato dal 2012 al 2013. Arrivato in prestito dall’Arsenal, il giocatore danese ha disputato solo 11 partite, senza riuscire a trovare la rete, prima di subire un grave infortunio agli adduttori che lo costrinse a saltare gran parte del girone di ritorno. Nonostante la limitata presenza sul campo, Bendtner è riuscito a portare a casa lo scudetto, condividendo lo spogliatoio con campioni come Gianluigi Buffon e Alessandro Del Piero.
Durante l’intervista, il tedesco ha sottolineato quanto sia stato speciale l’ambiente della squadra di Antonio Conte. “È stato fantastico, erano alcuni dei migliori giocatori che l’Italia abbia mai prodotto. Erano anche persone fantastiche”, ha dichiarato Bendtner, aggiungendo che il suo periodo in club italiano sia stato “davvero, davvero divertente”. Il giocatore ha inoltre elogiato il suo ex allenatore, definendolo “un tecnico fantastico” e sottolineando l’importante ruolo che ha avuto nel suo sviluppo professionale.
Bendtner ha poi spiegato perché la figura di Conte rimane così significativa nella sua memoria. “Dicono che non sia mai felice? (ride) Secondo me era molto felice! Scendeva in campo con un solo obiettivo in mente: vincere. Voleva vincere più di ogni altra cosa”, ha spiegato. Il giocatore ha ribadito che la mentalità di Conte, orientata al successo, è stata determinante per la vittoria di numerosi club in cui ha lavorato. “È una persona che ha una propria personalità, ma posso solo dire che è un grande allenatore e una brava persona”, ha concluso.
Infine, Bendtner ha espresso un parere sul possibile arrivo di Pierre-Emile Hojbjerg alla Juventus. “Ha fatto molto bene in Inghilterra, ora gioca in Francia con il Marsiglia ed è il capitano della nazionale. La Juventus è chiaramente in fase di ricostruzione e sarebbe interessante vederlo lì”, ha affermato. Il tedesco ha aggiunto che, sebbene la situazione sia cambiata rispetto al suo periodo in club, l’idea di vedere Hojbjerg al centro del progetto giovanile della Juve rimane una prospettiva attraente.
