Norman Foster, celebre architetto britannico, ha presentato oggi, in occasione della riapertura del Castello Sforzesco, il progetto di un nuovo stadio che dovrebbe ospitare sia l’Inter che il Milan. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con l’architetto italiano David Manica, noto per le sue soluzioni innovative in campo sportivo. Durante la conferenza, Foster ha ricordato la sua prima visita a Milano, quando era ancora studente, e ha sottolineato come la città lo abbia ispirato in modo continuo, dal design alla moda, fino all’architettura.
Il nuovo stadio, concepito per diventare un vero simbolo della città, deve superare le limitazioni della struttura attuale, il San Siro, e offrire un’esperienza più inclusiva e tecnologicamente avanzata. Foster ha spiegato che, ispirandosi al primo stadio costruito con Manica a Wembley, hanno progettato un tetto che non solo protegge dagli elementi ma anche accumula energia. La struttura a forma triangolare, pensata per ospitare più funzioni contemporaneamente, è stata progettata per integrarsi armoniosamente con il paesaggio urbano e le montagne circostanti. Un podio attorno allo stadio consentirà la circolazione dell’aria e la protezione degli spettatori.
Un elemento distintivo è la capacità del nuovo impianto di proiettare i colori e l’identità di entrambe le squadre durante le partite. Foster ha spiegato che, grazie a sistemi di illuminazione e proiezione avanzati, i tifosi potranno vedere i colori del club dominante sullo stadio ogni volta che si svolge una partita. Inoltre, la pendenza delle curve – 37 gradi – assicurerà una circolazione fluida dei fan, mentre l’acustica è stata studiata per migliorare l’esperienza sonora, mantenendo l’atmosfera storica del San Siro ma con un tocco di modernità.
Il progetto non si limita alla funzione sportiva; Foster ha evidenziato l’importanza di inserire lo stadio nel tessuto urbano, facendolo parte integrante del paesaggio cittadino e riconoscibile anche a livello internazionale. Il nuovo stadio, secondo lui, rappresenterà un “destino infrastrutturale” per Milano, contribuendo a un futuro in cui il calcio e la cultura urbana si fondono. Infine, ha sguarato verso il futuro, affermando che, sebbene il Meazza abbia subito cambiamenti nel corso degli anni, il nuovo stadio dovrebbe diventare uno dei simboli della città anche tra un secolo.