Il 41enne Fernando Llorente, ex attaccante della Juventus, ha offerto una visione cruda e diretta della situazione della vecchia Signora in vista della partita contro il Napoli. In un’intervista a TuttoSport, Llorente ha sottolineato l’importanza del ritiro di squadra che la Juve ha appena svolto al J Hotel, definendolo un momento necessario per rialzare la concentrazione di tutti i giocatori. Ha spiegato che, sebbene il gesto sia stato compiuto dall’allenatore Luciano Spalletti, la sua efficacia dipende dal modo in cui viene percepito dai membri del gruppo: i giocatori più anziani e con famiglia spesso lo trovano scomodo, mentre i giovani possono adattarsi più facilmente. Secondo Llorente, la squadra ha bisogno di un “momento di compattamento” dopo la sconfitta a Genova e i sei punti di distanza dalla zona Champions.

Nel suo sguardo critico alla Juventus, Llorente ha evidenziato una mancanza di “tutto” nella rosa. Ha ricordato la squadra del 2019, quando la Juventus era ancora unita e forte, con giocatori chiave come Tevez, Vidal e Pogba. Ha aggiunto che la mancanza di figure emblematiche, come Del Piero o Marchisio, deprive la squadra di un senso di identità e di un modello da seguire per i nuovi arrivati. Per lui, la Juventus necessita di simboli di juventinità che possano trasmettere la cultura del club ai giovani.

Llorente ha poi proposto una soluzione radicale: cambiare allenatore. Ha citato l’esperienza del Napoli, dove la sostituzione di Ancelotti non ha risolto i problemi della squadra, poiché le difficoltà erano radicate nella gestione della società e non solo nell’allenatore. Secondo Llorente, la stessa dinamica potrebbe essere presente anche nella Juventus: i giocatori devono lavorare più duramente, lottare e aiutarsi, partendo da una solida difesa e cercando di aumentare i gol. Ha affermato che l’allenatore da solo non può risolvere la crisi e che è necessario un cambiamento più ampio.

Il 41enne ha concluso l’intervista sottolineando che la Juventus deve guardarsi allo specchio e trovare percorsi praticabili per uscire dalla crisi. Ha ribadito che, seppure la squadra abbia avuto buoni rapporti con Ancelotti in passato, i risultati non sono stati soddisfacenti e il tempo è stato l’unico fattore che mancava. Llorente ha quindi invitato la Juve a intraprendere un percorso di rinnovamento, sia a livello tecnico che culturale, per tornare a competere al più alto livello.

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