Un anno prima, l'ASSE ristagnava sull'orlo dell'incertezza, mentre l'anno successivo il club del Saint-Étienne era già in testa alla Ligue2, pronto a puntare alla promozione. Il cambio di mentalità è stato illustrato dalla gestione degli infortuni e delle assenze manageriali, in particolare quella di Mahmoud Jaber, centrocampista fondamentale per la squadra.
Nell'ottobre 2025, la notizia dell'infortunio di Jaber ha scosso i fan. Dopo un incidente durante un comizio con Israele, la visita medica ha evidenziato un problema che lo ha escluso dal campo, sia con il club che con la Nazionale. Il giocatore, che già un mese prima era stato segnalato a Grenoble, era al centro della preoccupazione. In una squadra in cerca di stabilità, ogni assenza di un allenatore sembrava mettere a repentaglio l'equilibrio collettivo. I tifosi trattengono il fiato, temendo che la minima brutta notizia medica possa compromettere le ambizioni dell'ASSE.
Il clima a Saint-Étienne in questo periodo è improntato alla prudenza e alla fatalità. Sia i manager che i tifosi si chiedevano se la squadra sarebbe riuscita a mantenere la sua coesione di fronte a queste sfide. Gli infortuni, percepiti come minacce dirette, hanno reso ogni partita una vera e propria prova di resilienza.
Un anno dopo, la situazione è cambiata radicalmente. Nonostante il persistere di alcuni tagli, come quelli di Paul Eymard e Gautier Larsonneur, ASSE è riuscita a trasformare gli ostacoli in opportunità. Dopo otto giornate di campionato, la squadra guida la Ligue 2 grazie ad un attacco efficiente, con giocatori come Augustine Boakye che brillano ai supplementari. La profondità della rosa permette di compensare le assenze, e la generazione più giovane fiorisce sotto la guida di uno staff che ha imparato a gestire le crisi.
Questo rinnovamento si manifesta anche nella mentalità collettiva. I Verdi non sono più soggetti agli eventi; li superano. La ritrovata fiducia si riflette nelle prestazioni in campo, dove gli infortuni manageriali non rallentano più la ricerca delle vittorie. Il contrasto è stridente: da un anno in cui ogni sconfitta sembrava una catastrofe, a un momento in cui la squadra costruisce il proprio destino senza guardare nello specchietto retrovisore.
Mentre l'ASSE continua la sua ascesa, le aspettative sono alte. La dirigenza resta attenta agli infortuni, ma lo spirito di squadra e la profondità della squadra fanno sperare in una promozione imminente. Il club ora si prepara a fare il passo successivo, pur continuando a gestire le sfide fisiche che derivano dalla competizione.
