L'arbitro RicardoDeBurgosBengoetxea ha rilasciato la sua prima intervista pubblica dopo la partita tra Levante e Atlético de Madrid, giocata sabato alla Ciutat de València. La conversazione, trasmessa da Movistar, fa parte di un'iniziativa congiunta dei datori di lavoro del club, della Federazione spagnola e del sindacato degli arbitri per spiegare le decisioni più controverse della giornata.
Nel corso dell'intervento DeBurgos ha spiegato le ragioni che lo hanno portato ad annullare due gol del Levante. Nella prima situazione, nel sistema VOR era stato registrato un fuorigioco, ma la palla aveva oltrepassato la linea prima che l'arbitro potesse osservarlo. L'arbitro ha deciso di rettificare il gioco e convertire il gol in fuorigioco. Nella seconda occasione, l'arbitro ha annullato il gol dopo aver confermato al VAR l'illegalità del gioco, confermando la corretta decisione presa in campo.
L'arbitro ha anche giustificato il giallo mostrato all'allenatore del Levante, LuísCastro. Secondo DeBurgos, l'allenatore a un certo punto ha esagerato nei commenti fatti all'arbitro, il che ha portato al rigore. Inoltre, un giocatore della maglia del Levante, che l'arbitro ha definito “granota”, è stato espulso per un comportamento ritenuto scorretto dal regolamento. L'arbitro ha assicurato che l'espulsione è stata eseguita secondo le norme vigenti.
In un altro punto dell'intervista, DeBurgos ha commentato un incidente che ha coinvolto il giocatore locale IvánRomero. L'attaccante ha affermato di aver ricevuto una gomitata, ma l'arbitro ha spiegato che il colpo è avvenuto alle sue spalle e che il VAR ha confermato che si è trattato di un normale svolgimento della partita, senza che si fosse verificata un'infrazione.
Il referee ha concluso l'intervista ricordando le vittime dell'incidente di Toledo e le loro famiglie, alle quali ha inviato un messaggio di incoraggiamento. L'intervista segna una pietra miliare nella trasparenza dell'arbitraggio nella Liga, offrendo ai tifosi una visione più chiara dei criteri che guidano le decisioni in campo.