Rodrigo Riquelme, ex trequartista dell'Atlético de Madrid e ora giocatore del Real Betis, ha rivelato in un'intervista a Mario Suárez, nel programma “El Camino de Mario”, i dettagli della sua carriera e le decisioni che hanno segnato la sua carriera. La conversazione, condotta dall'ex giocatore del Colchonero, si è concentrata sui momenti chiave, sul rapporto con l'allenatore Diego Simeone e sull'influenza di altri professionisti sulla sua crescita.
Il giocatore ha ricordato una fase difficile in cui un allenatore della cava lo ha definito “stupido” durante l'allenamento, cosa che lo ha portato a cercare aiuto psicologico. Ha anche confessato che a un certo punto della sua carriera ha perso il piacere del calcio ed era sul punto di abbandonarlo. Fu allora che Simeone lo convocò per il precampionato, che gli diede l'opportunità di tornare alle competizioni. Riquelme ha descritto il rapporto con il “Cholo” come un “colloquio di padre in figlio”, dove si univano le esigenze quotidiane e l'approccio vicino al giocatore. Ha dichiarato che, nonostante gli fosse stato chiesto di giocare come terzino, ha accettato indipendentemente dal ruolo, perché il suo obiettivo era aiutare la squadra. Secondo lui lasciare l'Atlético è stata una decisione del tutto personale, motivata dalla necessità di avere più minuti e di sentirsi importante all'interno del club.
L'ex giocatore ha parlato anche di figure che lo hanno ispirato. Ha citato Antoine Griezmann, che considerava un idolo prima di approdare all'Atlético, e ha ricordato un episodio in cui, dopo aver sbagliato un rigore contro l'Inter, ricevette un messaggio da Griezmann che gli diceva che aveva "palle molto grandi" e che lo ammirava. Inoltre, ha evidenziato João Félix come il calciatore che lo ha sorpreso di più in allenamento. Alla domanda su Isco, Riquelme lo ha descritto come un esempio per tutti e ha espresso il desiderio che ci fossero più giocatori con la stessa dedizione di Morata.
Infine, l'ex giocatore ha ricordato una conversazione decisiva con l'allenatore Marcelo Pellegrini, che gli disse che aveva tutto per essere un grande giocatore e che doveva essere differenziale. Questo consiglio, secondo Riquelme, gli ha cambiato la mentalità e lo ha fatto diventare un giocatore più completo in allenamento. Con queste testimonianze, l'ex colchonero offre una visione intima degli alti e bassi e delle influenze che hanno definito la sua carriera nel calcio.
