Il difensore del Ravenna, Giulio Donati, ha parlato in un’intervista a La Nazione dell’impatto che Raffaele Palladino ha avuto sul Bologna, che nel turno infrasettimanale ha sconfitto il Milan a San Siro. Donati ha evidenziato la personalità di Palladino, definendolo un allenatore che vive di sensazioni e che respira i suoi giocatori. Secondo il difensore, Palladino non annuncia la formazione in anticipo, né in hotel né in pullman, come fanno molti allenatori, ma aspetta di arrivare nello spogliatoio prima della partita. “Questo è uno dei suoi tanti pregi. È meritocratico: è diretto, onesto con tutti. I giocatori lo percepiscono e danno il massimo, stanno sempre sul pezzo”, ha spiegato Donati.
Nel corso dell’intervista Donati ha poi fatto un forte paragone tra Palladino e José Mourinho, ricordando il suo passato come giovane della Primavera che è stato esordito in Coppa Italia da Mourinho. “Ha una personalità forte, non ha paura di essere criticato per scelte sulla carta magari impopolari. Misura concentrazione, motivazione e poi decide: senza distinzioni tra giovani e veterani, come fanno tanti. E in questo mi ricorda un tecnico che ebbi a inizio carriera. Chi? Un certo José Mourinho. Attenzione: parliamo di un extraterrestre, imparagonabile a chiunque. Io ero un ragazzino della Primavera aggregato in pianta stabile, mi fece esordire in Coppa Italia, ma ero di contorno in una squadra di fenomeni che quell’anno fece il triplete. Eppure Mou mi trattava come trattava Javier Zanetti”.
Donati ha poi parlato del suo attuale progetto al Ravenna, dove ha allestito una “grande squadra, un gruppo forte e unito”. “Siamo secondi, nonostante tanti torti arbitrali, dietro a uno Spezia altrettanto forte. Non vedo l’ora di ritrovare Dinho: ebbi l’onore di esordire in A nel 2010 con il Lecce proprio contro il suo Milan a San Siro. È un fenomeno assoluto, e, nonostante l’età, non vorrà sfigurare in serie C. Sarà uno spettacolo”, ha aggiunto.
L’intervista di Donati offre uno sguardo interessante sul ruolo di Palladino nella recente vittoria del Bologna sul Milan e sul modo in cui la sua leadership ha influenzato i giocatori. Nel frattempo, il Ravenna punta a consolidare la propria posizione in serie C con una squadra forte e motivata, pronta a sfidare i rivali più competitivi.