Giovanni Candreva ha ricordato con affetto la sua esperienza a Lazio, affermando che il club romano è stato per lui “un amore” e che il rapporto con la squadra era più viscerale rispetto a quello che ha avuto con l’Inter. L’ex centrocampista, che ha giocato per la Roma, il Milan, l’Inter e la Lazio, ha spiegato che la sua permanenza a Roma è stata un periodo di grande crescita personale e professionale, in cui ha potuto esprimersi al meglio delle sue capacità.
Nel corso della sua carriera, Candreva ha attraversato diverse fasi. Dopo aver iniziato la sua carriera a Parma, si è trasferito a Roma, dove ha conquistato il titolo di Serie A nel 2004‑05. Successivamente, ha giocato per il Milan, dove ha avuto un ruolo di spicco nella fase di recupero del club. Nel 2011 si è unito all’Inter, dove ha contribuito a diverse vittorie, ma ha sempre mantenuto un legame speciale con la Lazio, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua carriera.
Nel suo intervento, Candreva ha sottolineato che la sua esperienza a Lazio è stata caratterizzata da un forte senso di appartenenza e di affetto verso i tifosi e la città. Ha detto che la squadra era “un amore” e che il rapporto con i compagni di squadra e con la dirigenza era molto più viscerale rispetto a quello che ha avuto con l’Inter. Ha anche espresso gratitudine per l’opportunità che la Lazio gli ha dato di crescere come giocatore e come persona.
Il giocatore ha inoltre ricordato le difficoltà che ha dovuto affrontare durante la sua carriera, tra cui infortuni e momenti di incertezza. Ha spiegato che, nonostante le difficoltà, ha sempre cercato di dare il massimo in campo e di contribuire al successo della squadra. Ha anche espresso la speranza di continuare a lavorare nel mondo del calcio, magari in un ruolo di coaching o di dirigente.
Infine, Candreva ha chiuso il suo intervento con un messaggio di speranza per i giovani calciatori. Ha detto che il calcio è un gioco che richiede impegno, dedizione e passione, e che è importante imparare a gestire le difficoltà e a superare gli ostacoli. Ha inoltre espresso la speranza di continuare a contribuire al calcio italiano, sia come giocatore che come mentore per le nuove generazioni.