Il Napoli di Massimiliano Allegri sta vivendo una fase di grande produzione offensiva che, tuttavia, si contrappone a una difesa spesso fragile. Nelle ultime tre partite, sia in Serie A che in Champions League, la squadra ha segnato 11 gol, ma ne ha subito sette: quattro contro il Bodø/Glimt, tre contro la Roma e quattro contro il Monza. In totale, nella stagione finora, il club ha incassato 18 reti in 12 incontri, con 11 in campionato e sette in Champions League, ma ha subito 18 gol, evidenziando un paradosso tra attacco e difesa.
Il problema principale, secondo l’analisi, emerge quando il Napoli tenta di abbassarsi. Il blocco basso, tipico delle squadre di Allegri, non garantisce la solidità difensiva desiderata e, spesso, una volta lasciato il campo agli avversari, la squadra concede occasioni e gol. Per questo motivo la tattica sta subendo un’evoluzione: quando le condizioni lo permettono, la squadra tende a difendere in avanti, recuperando metri anziché proteggere solo la propria area. Questa modifica è ancora in fase di sviluppo, ma è considerata necessaria per trovare un nuovo equilibrio.
Nonostante la fragilità difensiva, il Napoli ha dimostrato una notevole crescita offensiva. Il club è attualmente terzo per produzione offensiva in campionato, secondo gli xG, una metrica che Allegri ha recentemente adottato. L’analisi sottolinea che gli 11 gol delle ultime tre partite rappresentano un segnale di miglioramento, soprattutto in una fase in cui la squadra sembra aver guadagnato qualità e soluzioni. Tuttavia, le sette reti subite nello stesso arco temporale impediscono di considerare la trasformazione completa.
L’evoluzione futura del Napoli dovrà concentrarsi sulla conservazione della pericolosità offensiva senza dover necessariamente segnare tre o quattro gol per sentirsi al sicuro. Il club, che un tempo era noto per il suo “corto muso”, ora produce, segna e costruisce partite aperte, ma la difesa rimane una delle sue debolezze più evidenti. Il prossimo passo sarà quindi trovare un equilibrio tra attacco e difesa, mantenendo la nuova pericolosità offensiva senza compromettere la solidità difensiva.