Gianni Rivera ha espresso forte disappunto per la decisione di demolire il San Siro e di rinominare il nuovo stadio Generali Stadium, dichiarando di aver voluto che il nome fosse dedicato a lui e al suo amico Sandro Mazzola. L’ex centrocampista, intervistato da La Repubblica, ha sottolineato che l’attuale impianto è ancora perfetto per giocare e che la demolizione è motivata da ragioni di profitto, non da necessità sportive.

Rivera ha lamentato che il nuovo stadio sarà chiamato in base a chi paga di più, definendo questo gesto poco rispettoso per i tifosi. “Mi sarebbe piaciuto se lo avessero intitolato a me e al mio amico Sandro Mazzola”, ha affermato, evidenziando la sua frustrazione per la scelta commerciale. Inoltre, ha riferito di non essere stato invitato all’inaugurazione del nuovo impianto, citando i cattivi rapporti con l’amministratore Cardinale. “Adesso gli americani non mi vogliono vedere, con loro non penso sarà possibile”, ha commentato.

Il Milan, che ha deciso di procedere con la demolizione del San Siro, ha indicato che il nuovo stadio sarà costruito con tecnologie all’avanguardia e sarà chiamato Generali Stadium in onore del principale sponsor. Tuttavia, la scelta ha suscitato reazioni contrastanti tra i tifosi e gli ex giocatori, che vedono il nome come un gesto di mercificazione del club.

Rivera ha chiesto che il nuovo stadio sia un luogo che rispecchi la storia e la tradizione del club, piuttosto che una semplice struttura commerciale. Nonostante la sua posizione, il club ha confermato la sua decisione e ha invitato i fan a sostenere il progetto, sottolineando che il nuovo impianto offrirà un’esperienza di gioco superiore.

Il futuro del Milan rimane incerto, ma la decisione di Rivera di esprimere il suo dissenso potrebbe influenzare la percezione pubblica del progetto. Il club dovrà gestire attentamente la comunicazione con i tifosi e gli ex giocatori per evitare ulteriori controversie.

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