Quattro mesi dopo l’insediamento di Giovanni Malagò come presidente della FIGC, la sua posizione si è indebolita in modo significativo. La sua nomina, inizialmente sostenuta da 19 dei 20 presidenti della Lega di Serie A, è ora minacciata da una crescente coalizione di interessi che vede in Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, un potenziale candidato di peso.

Il “fronte Galliani” si sta consolidando grazie all’appoggio di numerosi club di alto livello, in particolare delle big della Serie A, e di figure influenti del mondo del calcio, tra cui allenatori, giocatori e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Sky Sport, si stanno avviando procedure formali per permettere a Galliani di presentare la sua candidatura, con l’obiettivo di creare un’alternativa forte alla leadership attuale.

Il commissario straordinario, ex presidente del CONI, ha espresso sorpresa e dispiacere per la situazione. Ha sottolineato che la Serie A è intrinsecamente conflittuale, con molte anime e personalità che cercano di prevalere. Ha inoltre evidenziato la difficoltà di mantenere una posizione unitaria in un ambiente dove le alleanze possono cambiare rapidamente. Nonostante ciò, ha ribadito il desiderio di una candidatura unificata, pur riconoscendo la necessità di convivere con le diverse prospettive.

La situazione politica interna alla FIGC è quindi in rapido mutamento. Mentre Malagò continua a cercare di consolidare il suo sostegno, Galliani e i suoi sostenitori stanno intensificando la loro campagna, puntando a una riforma della governance calcistica italiana. Il futuro della leadership della FIGC rimane incerto, con la prossima fase delle elezioni che potrebbe ridefinire il panorama calcistico nazionale.

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