L'ex ala del Betis, Josete, si è mostrato con il tipico mix di orgoglio e lealtà quando ha parlato del duello di sabato tra FCBarcelona e RealBetis. La partita, andata in onda su DAZN alle 18.30, promette forti emozioni perché entrambe le squadre sono tra quelle che suscitano più sensazioni in questo inizio di stagione. Mentre il Barça, guidato da HansiFlick, guida la classifica con 34 gol in campionato, il Betis, guidato da ManuelPellegrini, occupa il terzo posto e ha una tifoseria che spera di trasformare la Cartuja in un vero calderone.
Josete, che ha giocato per il Betis tra il 1994 e il 1998, ricorda con affetto il periodo trascorso al club, sottolineando la qualificazione alle competizioni europee, la Coppa UEFA (95-96) e la Coppa delle Coppe (97-98). Nonostante un infortunio al ginocchio che gli ha stroncato la carriera, resta legato al calcio come allenatore del CFBalaguer. Suo figlio, Hugo Tomás, fa parte delle giovanili del Barça, giocando nella squadra Under 15, il che aggiunge una sfumatura speciale alla partita in casa. "Siamo sempre stati culé in casa, anche se ho difeso professionalmente il Betis", ha spiegato, sottolineando che la passione per il Barça resta viva nella sua famiglia.
Riguardo alla partita, Josete riconosce che il Betis sta vivendo un buon momento, ma che il Barça “di solito non fallisce” e che il suo livello di gol è straordinario. "Quando il Betis è più preparato, il Barça mostra le sue qualità", ha affermato, ricordando che l'entusiasmo e la passione del pubblico sivigliano solitamente influenzano la dinamica della partita. Per quanto riguarda il Barcellona di HansiFlick, l'ex giocatore ha sottolineato la giovinezza della squadra e la capacità del club di superare ogni stagione, anche se ha sottolineato che il successo nelle competizioni europee continua a essere una sfida.
L'ex esterno ha ricordato anche i suoi incontri con il Barça da giocatore, sottolineando che il club è sempre stato un “osso” per lui e che le partite più combattute finivano con un pareggio all'ultimo minuto. Alla domanda su come fermare giovani talenti come Lamine Yamal, Josete ha ammesso che si tratta di un compito complicato, paragonando l'esperienza di marcare DavidFigo con la superiorità di Yamal in termini di squilibrio e talento.
Infine, Josete ha affermato che il fatto che suo figlio possa indossare la maglia di un club di cui è tifoso fin da quando era piccolo è un sogno diventato realtà. "È un grande risultato che Hugo possa dire di essere un giocatore del Barça", ha concluso, aggiungendo che la carriera di suo figlio continuerà a dipendere dall'evoluzione del suo sviluppo e dalle opportunità che gli si presenteranno all'interno del club. La partita di sabato sarà senza dubbio un punto di svolta per entrambe le squadre e un'occasione memorabile per la famiglia di Josete.
