Il Torino continua a lottare per trovare una stabilità in campo, con lo stesso problema che affligge l’allenatore Ignazio Abate: la difficoltà a trasformare le prestazioni in risultati concreti. Dopo la doppietta contro Pisa e Verona a fine aprile, la squadra granata non è riuscita a mantenere la forma, mentre l’allenatore non ha ottenuto un singolo successo dal suo ritorno a gennaio, quando con la Juve Stabia aveva superato Bari e Virtus Entella.
L’ultima partita, un 2-1 vittoria contro l’Udinese, ha dato un piccolo sollievo e ha permesso ai granata di recuperare un po’ di autostima. Tuttavia, la necessità di un intervento esterno al Tardini è evidente, soprattutto per cambiare prospettiva e guardare la classifica con occhi diversi. La squadra ha già provato a cambiare panchina affidandosi a Gilardino, che ha subito un debutto difficile contro l’Inter al San Siro. La storia del Torino contro l’Emilia è tutt’altro che favorevole: dal 2000 alla data attuale, la squadra ha vinto solo tre volte, con la più recente sconfitta avvenuta a settembre 2025.
In questo contesto, Abate si affiderà ancora una volta al veterano Simeone, che attualmente è in una fase di digiuno più lunga, con zero gol nelle prime sei giornate di campionato. “Il gol non è un problema e non ci penso tanto, ma devo provarlo in tutte le partite e so come funziona in queste situazioni”, ha affermato il giocatore. “Ho capito che serve anche la mia leadership per aiutare i compagni giovani che sono arrivati; serve esperienza e voglio dimostrare di poter continuare a fare quello che ho fatto l’anno scorso”. Durante la pausa estiva, Simeone è stato vicino all’abbandono, esprimendo di aver avuto la possibilità di trasferirsi al River Plate. “È vero, ho avuto la possibilità di andare al River e avrei cambiato calcio e vita, ma io e il Torino abbiamo deciso insieme che c’era bisogno di me in questa squadra”, ha dichiarato al programma di Sky. “Sono molto contento di essere rimasto”.
Il Torino ha visto arrivi di nuovi volti, tra cui Comuzzo, che ha colpito per la sua giovinezza e la sua esperienza. “Se devo dire uno che mi ha sorpreso, indico Comuzzo; sembra esperto ma è giovanissimo”, ha concluso il Cholito. L’allenatore Abate, giovane ma pieno di energia, ha una chiara identità che vuole portare avanti partita dopo partita. Con la stagione ancora in corso, la speranza è che la combinazione di esperienza e gioventù possa finalmente dare i risultati che il club e i tifosi desiderano.
