Diego Demme, ex difensore tedesco, ha annunciatore il suo ritiro dal calcio giocato a 34 anni durante un episodio del podcast tedesco “Behind the Athletes”. Nel suo intervento ha parlato con sincerità della sua carriera, delle differenze tra le strutture sportive in Germania e in Italia e delle motivazioni che lo hanno portato a lasciare il campo.

Secondo Demme, il centro sportivo del Napoli era sorprendentemente modesto rispetto a quello di Lipsia. “Il centro era di una terza serie qui in Germania: tre campi, una palestra piccolissima, uno spogliatoio ancora più piccolo, ma tutto era dedicato al calcio”, ha spiegato. Ha aggiunto che, in Italia, l’allenamento iniziava mezz’ora prima, mentre in Germania l’ora e mezza prima era la regola, e che l’attenzione era sempre rivolta al gioco. Il giocatore ha anche condiviso un episodio curioso riguardante la sua alimentazione: dopo aver provato a seguire una dieta vegana a Lipsia, al suo arrivo a Napoli ha ordinato latte d’avena in un bar, suscitando stupore tra i compagni.

Demme ha inoltre accennato a una possibile collaborazione futura con Khvicha Kvaratskhelia, descrivendo il giovane attaccante come “un dribblatore straordinario” che ha impressionato fin dal primo allenamento. Ha scherzato su un progetto di apertura di una pizzeria a Tbilisi insieme a Kvaratskhelia e ai pizzaioli italiani, sebbene il commento sia stato più un aneddoto divertente che un piano concreto.

Il motivo principale del suo ritiro, ha dichiarato, sono state due commozioni cerebrali che lo hanno costretto a sospendere l’attività calcistica e hanno influito anche sulla sua vita privata. “Se non avessi avuto questi infortuni, probabilmente continuerei a giocare all’Hertha”, ha ammesso. Con questo passo, Demme chiude un capitolo della sua carriera, lasciando spazio a nuove sfide al di fuori del campo.

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