Il Manchester City è al centro di una nuova ondata di indagini per presunte violazioni finanziarie, secondo l’avvocato Pietro Alosi, esperto di diritto sportivo del Foro di Palermo. L’episodio, iniziato nel 2018 con una serie di articoli di giornalismo investigativo, ha visto la Federazione Inglese aprire un’indagine sul club, che poi è stata sospesa dalla UEFA, ma successivamente riaperta dalla stessa federazione. L’Autorità di Arbitrato Sportivo (TAS) aveva annullato le sanzioni economiche e sportive, ma la questione rimane aperta.

Alosi spiega che le accuse si concentrano su presunti contratti di sponsorizzazione in cui il presidente del club avrebbe dichiarato importi pubblicitari superiori a quelli effettivamente percepiti, gonfiando così i ricavi e alterando la regolarità finanziaria del club. Secondo l’avvocato, il Manchester City ha già presentato ricorso e una commissione sta esaminando i dettagli. Tuttavia, la decisione inglese non dovrebbe avere ripercussioni dirette sulla UEFA, che ha stabilito un termine di prescrizione di cinque anni per le questioni di fair play finanziario. Di conseguenza, non è probabile che vengano revocate le vittorie europee del club, a meno che non emergano nuove contestazioni entro quel lasso di tempo.

Il più grave scenario, secondo Alosi, sarebbe l’esclusione dal campionato inglese, un’ipotesi che il club sta cercando di evitare dimostrando la piena conformità alle norme. Altri possibili esiti includono sanzioni economiche o penalità di punti nel campionato. Per le altre squadre del gruppo, come Palermo, Girona e New York City, l’avvocato è convinto che non ci saranno conseguenze sportive dirette, sebbene un’eventuale sanzione economica al club madre possa influire sul bilancio complessivo del gruppo.

Sul fronte del mercato, Alosi afferma che non è probabile che venga imposto un blocco delle operazioni di mercato al Manchester City. L’intera vicenda, tuttavia, potrebbe spingere i proprietari di club a rivedere più attentamente i loro controlli interni e a rispettare più stringentemente i criteri di fair play finanziario, al fine di evitare contestazioni simili in futuro. Il caso rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con la Commissione che continuerà a esaminare le prove presentate dal club e dalla federazione inglese.

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