Gattuso è tornato a brillare, ma questa volta non più sul campo ma al comando della Lazio, dove ha guidato la squadra a una vittoria di 3‑1 contro il Monza, portando i biancocelesti a 16 punti dopo sei giornate. Il risultato ha riportato in primo piano la profezia di Christian Constantin, ex presidente del Sion, che aveva previsto, dieci anni fa, che Gattuso sarebbe diventato un riferimento mondiale. La nuova stagione della Lazio, che si avvicina al vertice della Serie A insieme all’Inter, è stata la prova concreta di quel pronostico.

Il percorso di Gattuso verso la panchina inizia nel 2013, quando era ancora giocatore al Sion. Dopo una sconfitta per 4‑0 contro il Thun, il presidente Constantin lo nominò allenatore‑giocatore il 25 febbraio, trasformandolo in una figura di leadership già in campo. Due giorni dopo, la sua prima partita in panchina fu la vittoria per 2‑0 contro il Losanna in Coppa Svizzera. Sebbene la sua esperienza al Sion sia stata breve, ha lasciato un’impronta duratura, secondo Marco Degennaro, direttore generale del club.

Degennaro ha ricordato la rapidità con cui Gattuso è passato dal ruolo di giocatore a quello di allenatore, sottolineando che la sua grinta e il suo spirito di squadra, già evidenti quando era in campo, si sono tradotti in una guida efficace. “Gattuso ha sempre avuto la stessa voglia e lo stesso spirito che avevamo visto da giocatore. Oggi è un allenatore diverso, molto più maturo e con grandi esperienze alle spalle”, ha dichiarato.

Dopo il Sion, Gattuso ha accumulato esperienze in Italia e all’estero, lavorando con club come Milan, Napoli, Valencia, Marsiglia e Hajduk Spalato, prima di essere chiamato dalla nazionale italiana. La sua avventura azzurra, tuttavia, si è conclusa nel 2026 quando l’Italia non si è qualificata per il Mondiale a causa della Bosnia. L’episodio è stato descritto dal tecnico come una ferita che ha cercato di superare accettando la sfida di Lotito con la Lazio. I risultati recenti confermano la sua capacità di ripartire con successo.

Degennaro ha ribadito che i segnali di talento e leadership di Gattuso erano già evidenti durante il periodo al Sion. “Il presidente aveva ragione, i segnali che mandava Rino erano chiari già dai tempi del Sion. Gattuso era venuto per giocare e avrebbe voluto programmare meglio il suo cambio di ruolo, in realtà però da noi stava già facendo l’allenatore dal campo”, ha spiegato. “Rino è una grande persona, io stesso ho imparato molto da lui”, ha concluso, evidenziando come la maturità di Gattuso sia il risultato di anni di esperienze, errori e ripartenze.

Con la Lazio ormai in corsa per il titolo, il futuro di Gattuso sembra promettente. Se la sua leadership continuerà a guidare la squadra verso la vetta, la profezia di Constantin si avvererà pienamente, consolidando Gattuso come uno dei riferimenti mondiali del calcio moderno.

TuttomercatowebQuesto articolo è stato riscritto e localizzato da ScoreLens sulla base del servizio originale.
Leggi l'originale ↗ ← Torna alle notizie