Il recente verdetto di colpevolezza del Manchester City ha innescato la ricerca di precedenti storici per valutare il possibile futuro del club. Il paragone più spesso citato è il crollo dei Rangers nel 2012, i giganti scozzesi costretti a ripartire dal basso della piramide del campionato dopo un collasso finanziario. Sebbene le circostanze siano diverse, i parallelismi tra sanzioni, perdita di onori e minaccia di espulsione dalla massima serie hanno portato gli esperti a trarre lezioni cautelative per il City.
La caduta dei Rangers è iniziata con un’enorme responsabilità fiscale legata a un programma di benefici per i dipendenti (EBT) che ha pagato più di 47 milioni di sterline a oltre 80 persone, inclusi giocatori, manager e direttori. L’HM Revenue & Customs ha sostenuto che i pagamenti avrebbero dovuto essere tassati come utili e, dopo una lunga battaglia legale, la Corte Suprema si è pronunciata a favore dell’HMRC. Il club è entrato in amministrazione controllata nel febbraio 2011-2012, ha ricevuto una detrazione di 10 punti, è arrivato secondo in campionato ed è stato successivamente liquidato nel giugno 2012. I beni del club – nome, stemma, stadio Ibrox e campo di allenamento – sono stati acquistati da una nuova società guidata da Charles Green. Sebbene la squadra continuasse a giocare all'Ibrox, la FA scozzese richiese ai Rangers di richiedere l'ammissione alle divisioni inferiori e la maggior parte dei club votò per collocare la nuova entità nel quarto livello.
Al contrario, il Manchester City è stato giudicato colpevole di “contratti fittizi” che nascondevano più di 830 milioni di sterline di finanziamenti, violando le regole finanziarie della Premier League tra le stagioni 2009-10 e 2017-18. La città fa appello contro la sentenza e nega qualsiasi illecito. La Premier League non ha ancora imposto una sanzione, ma è stata ventilata la possibilità di un'espulsione. Se ciò dovesse accadere, il City si troverebbe ad affrontare uno scenario simile a quello dei Rangers: sarebbe necessaria una domanda per la Football League inglese e il club dovrebbe effettivamente ricostruire la propria rosa e le proprie finanze da zero.
L’impatto finanziario su entrambi i club è stato grave. La retrocessione dei Rangers ha minacciato le entrate televisive e i lucrosi derby dell’Old Firm, e l’amministratore delegato del club ha avvertito che le entrate televisive si sarebbero ridotte, sebbene la riduzione sia stata descritta come “leggera”. Per il City, la perdita dello status di Premier League probabilmente innescherebbe un calo significativo dei soldi e delle sponsorizzazioni televisive, con implicazioni a lungo termine per il marchio globale del club.
Ally McCoist, manager dei Rangers durante il crollo, ha riflettuto sul costo umano della crisi. Ha descritto l'esperienza come "assolutamente orrenda", citando la perdita di posti di lavoro e il costo emotivo dello staff e dei giocatori. McCoist ha anche ricordato i momenti bizzarri della stagione della serie inferiore, come una partita ritardata perché la palla era rimasta bloccata su una siepe. Ha sottolineato che quando un club viene retrocesso, i giocatori in genere se ne vanno, costringendo ad assemblare una nuova squadra da zero – una realtà che secondo lui si applicherebbe al Manchester City se venisse espulso dalla Premier League.
Con la Premier League ancora in attesa dell’esito del ricorso del City, il futuro del club rimane incerto. Il caso Rangers funge da ammonimento: la cattiva gestione finanziaria può portare a severe sanzioni, perdita di prestigio e una ripartenza forzata dal basso della piramide calcistica. Se il City potrà evitare un destino simile dipenderà dalla decisione finale della Premier League e dalla capacità del club di destreggiarsi nel complesso contesto normativo.
