Le fortune del Manchester United hanno preso una svolta drammatica da quando Michael Carrick è entrato nel ruolo manageriale, lasciando il club a languire al 16° posto senza vittorie nelle ultime otto partite in tutte le competizioni. Il netto contrasto tra il periodo provvisorio di 17 partite che ha visto lo United finire in testa alla Premier League la scorsa stagione e la loro forma attuale sottolinea la gravità della situazione. Mentre una sconfitta di misura contro il Manchester City è una battuta d’arresto, le sconfitte di tre gol contro Como e Bournemouth segnalano una crisi che potrebbe indurre a un cambio manageriale.

Il mandato di Carrick ha visto lo United finire al terzo posto in campionato in termini di punti, dietro solo all'Arsenal (57) e al Manchester City (56) con 46 punti. Tuttavia, questo conteggio grezzo nasconde una narrazione più profonda. Il modello di punti attesi di Opta indica che lo United ha guadagnato 3,8 punti in meno rispetto a quanto suggerirebbero le statistiche sottostanti per la stagione 2026-27, collocandolo tra i soli tre club più lontani dalla loro posizione realistica. La posizione prevista del club al 10° posto è in contrasto con la sua elevata spesa netta per i trasferimenti, che ha superato ogni club al di fuori della Premier League, escluso il Real Madrid, e con le sue sostanziali entrate annuali e la sua storia storica. Anche quando la quota di Carrick della stagione 2025-26 mostra una sovraperformance di 12,7 punti, si è trattato di un’anomalia che gli analisti di dati avrebbero previsto essere insostenibile.

Un fattore chiave nel declino dello United è la mancanza di vittorie decisive. Otto delle 12 vittorie in campionato con Carrick la scorsa stagione sono arrivate con un solo gol, una cifra superata solo dal Napoli nei primi cinque campionati europei. In cinque di queste otto vittorie, il margine di goal previsto non era superiore a 0,6 a favore dello United, e la squadra ha perso l’xG di circa 0,6 nei pareggi contro West Ham e Sunderland. La dipendenza del club da margini ristretti e l’incapacità di convertire il possesso palla in risultati tangibili sono state evidenziate dalle loro scarse prestazioni nelle partite ad alta pressione. Nonostante abbia dominato il possesso di palla in diverse vittorie - come il 32% nel derby di Manchester e il 38-43% nelle vittorie su Liverpool, Chelsea e Arsenal - lo United ha pareggiato contro Hull e Bournemouth controllando rispettivamente il 72% e il 63% della palla. La loro lotta per sconfiggere le squadre anche quando dominano la palla riecheggia le sfide affrontate dall'ex allenatore Ole Gunnar Solskjær.

L’analisi statistica indica anche un calo della produzione fisica. La distanza media percorsa dallo United per partita è di 112,3 km, la terza più bassa del campionato, in aumento solo marginalmente rispetto ai 102,2 km di Carrick nel 2025-26. Più preoccupante è il calo degli sprint ogni 90 minuti, un parametro che è sceso al di sotto dei livelli visti con Carrick e persino al di sotto della resa di giocatori più giovani come Casemiro. Sebbene l’aumento del possesso palla, dal 49,1% al 56,7%, possa in parte spiegare la riduzione degli sprint, i dati suggeriscono una questione più ampia. Il Manchester City è in testa alla classifica per possesso palla (64,7%) e registra ancora in media leggermente meno sprint rispetto allo United, mentre l'Arsenal, con il 61,1% di possesso palla, sprint più frequentemente. Questo modello indica che il calo di intensità dello United non è solo una scelta tattica.

Carrick ha difeso il suo approccio, citando la necessità di muoversi in tutte le direzioni per ottenere risultati. Eppure l’evidenza indica un club che ha perso il vantaggio fisico e la capacità di trasformare il possesso palla in risultati decisivi. Con le partite più impegnative della stagione ancora da affrontare, le prospettive dello United rimangono cupe a meno che non vengano apportati cambiamenti significativi sia in campo che nel mercato dei trasferimenti. Le prossime settimane saranno cruciali poiché il club cercherà di arrestare il declino e ripristinare la competitività in Premier League.

The GuardianQuesto articolo è stato riscritto e localizzato da ScoreLens sulla base del servizio originale.
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