Nicola Berti, ex centrocampista di Inter e Fiorentina, ha espresso le sue opinioni sulla partita di San Siro tra i due club, intervistato da La Repubblica. Il giocatore, che ha vestito entrambe le maglie, ha sottolineato l’inconveniente dell’orario di inizio previsto alle 12.30, definendolo “tragico” e “difficile da giocare”. Secondo Berti, le partite a mezzogiorno compromettono la qualità dello spettacolo e rendono più arduo per le squadre dare il massimo. “È difficile vedere belle partite a mezzogiorno, perché è difficile giocarle”, ha spiegato, evidenziando la necessità di riconsiderare l’orario per garantire prestazioni migliori.

Nonostante la critica all’orario, Berti ha espresso ottimismo riguardo alla sfida tra Inter e Fiorentina. Ha affermato che l’Inter è una squadra forte, soprattutto in campionato, e che per la Fiorentina questa partita rappresenta un’occasione per rilanciarsi senza pressioni eccessive. “In ogni caso, l’Inter è forte, in campionato soprattutto. E per la Fiorentina è l’occasione per rilanciarsi, senza troppe pressioni”, ha detto. L’ex giocatore ha poi commentato la prossima partita dell’Inter contro il Venezia, rassicurando che la vittoria del Venezia sul Napoli non dovrebbe preoccupare la squadra nerazzurra. “Il Venezia non deve preoccupare l’Inter dopo la vittoria sul Napoli. L’Inter non si deve preoccupare mai”, ha affermato con la consueta sicurezza.

Durante l’intervista, Berti ha ricordato il suo passato e il percorso che lo ha portato a trasferirsi all’Inter nel 1988. Prima di aderire ai nerazzurri, era stato quasi trasferito al Napoli, ma ha deciso di puntare i piedi sull’Inter. “Prima di andare in nerazzurro ero praticamente del Napoli. Era praticamente fatta, la Fiorentina aveva già l’accordo con Ferlaino, ma io puntai i piedi”, ha raccontato. Ha spiegato che, sebbene l’Inter fosse ancora in fase di costruzione, aveva scelto di attendere la chiamata per unirsi al club milanese.

Berti ha inoltre condiviso il ruolo della famiglia nella sua scelta di club. Ha ricordato che, sebbene il padre fosse tifoso del Milan, la madre era una grande sostenitrice dell’Inter e aveva come idolo il celebre Facchetti. “Mio papà mi portava a vedere il Milan, ma mia madre era una grande tifosa interista e il suo idolo era Facchetti”, ha ricordato con affetto. Con una battuta finale, ha sottolineato che la madre rimane sempre la madre, evidenziando l’importanza del sostegno familiare nella sua carriera.

In sintesi, Berti ha espresso preoccupazioni sull’orario delle partite, ma ha mantenuto un atteggiamento positivo verso la sfida Inter‑Fiorentina. Ha ribadito la forza dell’Inter e la necessità di non lasciarsi intimidire dal risultato del Venezia contro il Napoli. Il suo racconto personale del passaggio al club milanese aggiunge un tocco di storia, mentre il suo legame con la famiglia continua a influenzare la sua passione per l’Inter. La partita di San Siro è prevista per la prossima domenica, e i tifosi potranno vedere se le previsioni di Berti si avvereranno sul campo.

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