Massimo Mauro, ex giocatore della Juventus, ha parlato oggi con La Gazzetta dello Sport delle difficoltà che la squadra bianconera sta affrontando in vista del match contro il Napoli. L’ex difensore ha espresso forte critica sulla gestione del club, definendo la situazione attuale “una torre di Babele” e paragonando la crisi a quella che si era vista sotto la gestione di Moratti.

Mauro ha evidenziato il comportamento di alcuni giocatori, che secondo lui si nascondono quando la palla è in possesso del compagno, e ha citato l’esempio di Kolo Muani contro il Genoa, il quale ha dimostrato di avere il coraggio di rischiare sul campo. Ha anche espresso dubbi sul valore del rinnovo contrattuale di McKenney, che secondo lui non giustifica un compenso di tre milioni e mezzo all’anno.

Nel parlare di allenatori, Mauro ha elogiato Luciano Spalletti per la sua capacità di gestire situazioni difficili, ma ha sottolineato che la Juventus attuale sembra più simile alla squadra di Tudor, con una struttura disorganizzata e senza un vero leader.

Infine, Mauro ha commentato la possibile “ritirata” della Juve prima del match con il Napoli, definendola una vecchia abitudine che ormai è quasi scomparsa nel calcio moderno. Ha spiegato che solitamente le squadre che lottano per la salvezza adottano questa tattica, e ha avvertito che per la Juventus la situazione potrebbe diventare “una tragedia” se la squadra non riesce a mantenere la parità o a vincere.

Con il match contro il Napoli alle porte, la Juventus si trova di fronte a un momento cruciale: la capacità di superare la crisi dipenderà dalla risposta dei giocatori, dall’allenatore e dalla gestione del club. Il risultato di questa partita potrebbe segnare un punto di svolta per la squadra, che dovrà dimostrare di poter tornare in carreggiata.

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