Il tecnico Stefano Pioli, ormai al di fuori della panchina, ha parlato ai microfoni di Sky Sport di una serie di temi che vanno dalla sua recente sconfitta per 2‑0 contro il Napoli alla sua visione sul calcio italiano. In un’intervista a 360 gradi, Pioli ha iniziato descrivendo la partita a Napoli come “bella e avvincente” nel primo tempo, ma ha sottolineato che la Juventus ha “legittimato la vittoria” grazie alla volontà di vincere, un risultato che, secondo lui, darà fiducia ai bianconeri per le partite successive.
Pioli ha poi analizzato l’importanza di giocare con più esterni e di partire con i centravanti titolari, evidenziando come la Juventus abbia “tanti esterni” e come la coppia Woltemade‑Kolo Muani abbia un senso di gioco, soprattutto quando si trovano in coppia con un attaccante vicino. Ha elogiato Spalletti per le sue soste e per aver interpretato bene la situazione, sottolineando che i bianconeri tirano molto da fuori area e che questa strategia ha dato risultati. Per quanto riguarda la permanenza di Muani in campo, Pioli ha detto che finché c’è un atteggiamento disponibile, l’attaccante può continuare a lavorare duramente, ma che potrebbe necessitare di un supporto psicologico e di nuove posizioni per trovare la giusta decisione decisiva.
Il tecnico ha poi riflettuto sul suo periodo a Fiorentina, dichiarando di aver “mancato la panchina” e di aver avuto bisogno di staccare. Ha ammesso di aver forse alzato troppo l’asticella, mettendo sotto pressione la squadra senza necessità, e ha espresso rimorso per i risultati che avrebbero potuto essere diversi. Pioli ha ricordato l’importanza della pazienza nella costruzione di una squadra, citando la campagna di acquisti che ha portato giocatori forti e di prospettiva, ma che richiede tempo per consolidarsi.
Nel contesto più ampio del calcio italiano, Pioli ha espresso la sua opinione sul fatto che il calcio sia cambiato negli ultimi due anni, con allenatori come Gasperini e Fabregas che offrono approcci diversi e spettacolari. Ha sottolineato che in Italia c’è ancora molto da fare, soprattutto nel settore giovanile, dove la crescita e l’allenamento mirato sono fondamentali. Ha anche menzionato la Lazio, ritenendo che non sia stata sorpresa dal loro risultato, ma che la squadra abbia dimostrato di fare bene sotto la guida di Rino Lotito.
Infine, Pioli ha chiuso l’intervista con una riflessione personale sul suo ruolo di allenatore: “Non mi piacciono i ritiri, credo che siano un problema tipico italiano. Quando si è in difficoltà, è importante lavorare con qualità e non arrendersi”. Ha detto che il suo approccio consiste nell’arrivare prima di tutti, allenare al mattino e continuare a lavorare fino al pomeriggio, dimostrando che la dedizione è la chiave per il successo. Con queste parole, Pioli ha lasciato aperta la prospettiva di un futuro in cui la sua esperienza e la sua visione del calcio continueranno a influenzare il panorama italiano.