Il Cagliari è tornato all’Olimpico per la seconda volta consecutiva a Roma, ma la sconfitta per 1-2 ha lasciato il club con un amaro senso di delusione, soprattutto dopo la brillante prima metà di gioco. La squadra di Fabio Pisacane aveva mostrato personalità, attenzione e un’organizzazione tattica che aveva messo in difficoltà la Lazio, con un vantaggio grazie a Nzola, che aveva concretizzato l’iniziativa di Fadera. L’area di gioco dei sardi era stata ben sfruttata, limitando le fonti di gioco biancocelesti e contenendo le iniziative sulla corsia di Nuno Tavares.
Un punto di svolta è stato l’infortunio di Fadera, costretto a lasciare il campo nel primo tempo. La sua uscita ha privato Deiola e dei compagni di un elemento fondamentale nella fascia, dove i cagliaritani avevano costruito le maggiori difficoltà per gli avversari. L’assenza del numero 39 ha permesso alla Lazio di guadagnare terreno, trovando il pareggio con Isaksen e completando la rimonta all’83’ con il colpo di testa di Pinamonti. Il risultato ha alimentato il dibattito sull’opportunità di interrompere il gioco per un colpo in faccia subito da capitano Deiola.
Il tecnico Pisacane ha sottolineato la reazione e lo spirito ritrovato dalla sua squadra, evitando di cercare alibi e invitando tutti a mantenere lucidità. Ha evidenziato segnali incoraggianti, soprattutto nell’atteggiamento e nella disponibilità dei giovani impiegati, ma ha ribadito che servono punti per dare concretezza alle buone sensazioni. La prossima sfida contro il Frosinone, sabato 7 novembre all’Unipol Domus, rappresenterà un’occasione importante per ripartire e trasformare le prestazioni dell’Olimpico in qualcosa di più concreto.
Anche il difensore Kofler ha analizzato la prestazione messa in campo: “Sapevamo di affrontare una delle squadre più in forma del campionato. Dovevamo venire all’Olimpico con lo spirito giusto e credo che per lunghi tratti della partita siamo riusciti a farlo”. L’impegno però non è bastato e Kofler sottolinea che il Cagliari deve rialzare la testa e continuare a lavorare. Il campionato è ancora lungo e la storia è tutta da scrivere.