Gaetano Castrovilli, ex centrocampista della Fiorentina e attualmente libero, ha raccontato la sua lunga e travagliata carriera, spiegando perché, nonostante le difficoltà, non avrebbe mai lasciato la città di Firenze. Il 29enne, che ha subito due infortuni al crociato e diversi stop muscolari, si allena al campo del Figline Valdarno, vicino a Firenze, e ha espresso la volontà di terminare la sua carriera in quella zona, dove ha trovato sostegno e motivazione. “Non è un caso, è in questa città che mi ha dato tanto e voglio vivere e magari finire la carriera qui”, ha dichiarato.
Castrovilli ha raccontato di aver cambiato procuratore a giugno, con la promessa di una partita in Liga. L’errore, ha ammesso, è stato affidarsi a quella persona, e da un mese si trova con una nuova agenzia. “Ho saputo solo dopo che tante squadre nemmeno conoscevano la mia situazione”, ha spiegato, sottolineando come il periodo di stallo abbia permesso di curare meglio se stesso. Il giocatore ha anche ammesso di aver pensato più volte a smettere, soprattutto dopo l’infortunio al ginocchio del 2022, ma la famiglia e il suo mental coach l’hanno spinto a continuare. “La prima volta che ho pensato di smettere, io e mia moglie Rachele abbiamo scoperto di aspettare nostro figlio Brando”, ha detto, evidenziando l’importanza della motivazione familiare.
Il rapporto con l’allenatore Vincenzo Italiano è stato fondamentale per Castrovilli. L’ex giocatore ha ricordato come Italiano lo avesse rassicurato dopo il primo infortunio al crociato, dicendo: “Succede solo ai più forti”. Questa fiducia lo ha spinto a continuare, e ha espresso ammirazione per la filosofia di gioco di Italiano, che ha seguito anche per il suo amico Dusan Vlahovic. “Mi piace come Italiano fa giocare le squadre, lo seguo sempre e gli faccio un grosso in bocca al lupo”, ha dichiarato, ricordando l’emotività di Vlahovic durante una partita contro l’Inter.
Per quanto riguarda la Fiorentina, Castrovilli ha ribadito che non sarebbe mai stato disposto a lasciare la squadra. “Non è stata assolutamente una questione di soldi, per me la cosa fondamentale è avere qualcuno che crede in me”, ha affermato. Ha anche espresso rammarico per non aver potuto salutare il tecnico Franchi come avrebbe voluto e per la difficoltà di lasciare la città. Il suo ricordo più bello è stato l’ovazione dei tifosi dopo una partita 0-0 contro la Juventus, un momento che rimarrà indelebile nella sua memoria.
Infine, Castrovilli ha condiviso i suoi progetti futuri, desiderando tornare a giocare in modo divertente e a vivere la passione del calcio. “Ritornare a divertirsi e a far divertire. E poi, una notte ho sognato che tornavo a Firenze. Avevo la numero 10, ero capitano”, ha detto. Con la sua esperienza e la sua visione, il giocatore spera di tornare a contribuire al successo della Fiorentina, se la squadra dovesse decidere di rimettersi in gioco.
