L’Inter ha continuato a mostrare la sua forza in Serie A, ma la vittoria contro la Fiorentina ha rivelato alcune fragilità che il club deve affrontare se vuole mantenere la leadership. La partita, giocata al San Siro, è stata decisa da due gol in recupero, ma la Fiorentina ha dimostrato di poter creare occasioni di grande pericolo, con 33 tiri a sette e 11 a due sul palo, inclusi due colpiti sulle traverse e un rigore non sanzionato. Nonostante la sconfitta, l’Inter rimane in testa alla classifica, con la stessa posizione di prima partita, ma la difesa continua a essere un punto critico.
Nel primo tempo l’Inter ha mostrato un ritmo lento, con mancanza di velocità e sprint, e De Gea ha dovuto intervenire più volte per salvare la porta. L’assenza di Lautaro Martínez ha colpito soprattutto la capacità di “ricucitura” del centrocampo, una qualità che l’attaccante argentino porta in campo ma che mancano i giocatori come Thuram ed Esposito. La squadra ha avuto difficoltà a creare spazi e a trasformare le occasioni in gol, mentre la Fiorentina ha sfruttato un singolo tiro in porta per segnare. In totale, l’Inter ha segnato 23 gol in otto partite, ma ha subito 10, un numero alto rispetto a squadre come Lazio, Como, Milan e Cagliari, che hanno registrato meno reti subite.
La difesa dell’Inter è stata messa alla prova anche dal gol di Jiménez, che è arrivato da una distanza di 25 metri e ha mostrato la mancanza di preparazione di Provedel, che ha bloccato la botta. L’ultimo anno, l’Inter aveva la peggior difesa tra le prime otto squadre, con 11 gol subiti, ma si è migliorata nelle successive 30 partite, riducendo le reti al passivo a 24. Ora è necessario che Chivu trovi un modo per sistemare la zona arretrata, come ha fatto nella stagione di scudetto.
Per la Fiorentina, la partita rappresenta un segnale di difficoltà a evitare la zona retrocessione. Con quattro punti in otto partite, la squadra rimane nella stessa posizione di fine stagione precedente, ma ha subito 19 gol in questa stagione, un numero più alto rispetto ai 12 subiti nel 25-26. Il mercato estivo del 2025, come quello del 2024, ha visto la squadra fare operazioni che non hanno portato a un miglioramento significativo, e ora l’obiettivo principale è quello di uscire dalla zona di retrocessione.
Il tecnico Gian Piero Vanoli ha cercato di riequilibrare la squadra dopo la sconfitta contro il Como, rimuovendo un attaccante (Gonçalves) e inserendo un centrocampista (Brescianini). Nel primo tempo la squadra è rimasta più compatta e ha occupato gli spazi in modo più efficiente, ma ha perso la capacità di creare gol. Il dilemma è che, se si gioca con quattro attaccanti, si crea più possibilità di gol ma si rischia di subire imbucate, mentre se si inserisce un centrocampista in più si difende meglio ma si riduce la presenza in area avversaria. Il compito di Vanoli è trovare un equilibrio tra questi due approcci per garantire sia la difesa che l’attacco.
Con la stagione ancora lunga, l’Inter dovrà lavorare su queste problematiche difensive e offensive per mantenere la sua posizione di leader, mentre la Fiorentina dovrà cercare di migliorare la sua difesa e trovare soluzioni per uscire dalla zona retrocessione. La prossima partita di entrambe le squadre sarà cruciale per capire se le modifiche apportate dal tecnico porteranno risultati positivi.
