Jean-Pierre Papin, leggenda dell'OM, ​​ha rivelato in un'intervista a *L'Équipe* i motivi della sua partenza definitiva dal club nel 2025. Ex allenatore della riserva, descrive un periodo segnato da tensioni interne, un progressivo indebolimento della sua autorità e vessazioni morali che ha vissuto per un anno e mezzo. Secondo lui, queste difficoltà hanno portato ad una fine della sua carriera lontana dalle sue speranze e ad una profonda rottura con l'istituzione che lo ha visto crescere.

Dopo aver preso le redini della squadra riserve nel 2024, Papin ha ottenuto prima un risultato incoraggiante: il secondo posto, alle spalle di Istres. Ma la stagione successiva fu molto più difficile. Ha poi accusato AliZarrak, allora capo della Pro2, di aver interferito nelle sue scelte sportive e di aver progressivamente indebolito la sua posizione all'interno del gruppo. "Non capisce niente di calcio, ma ha le sue prerogative", dice l'ex attaccante. Aggiunge di aver allertato più volte Pablo Longoria, presidente dell'OM, ​​senza che ciò abbia prodotto alcun cambiamento. Papin menziona anche un'indagine condotta da una società esterna che, secondo lui, non ha mai avuto successo, sottolineando di non aver mai saputo il motivo dell'arresto della donna.

Incidenti occasionali hanno alimentato le critiche contro di lui. Parla della presenza dei suoi cani nel pullman della squadra, dell'uso della vasca idromassaggio e della sauna del centro di allenamento dopo che gli altri membri se ne erano andati, nonché di due uomini con il casco che si sono presentati davanti a casa sua per chiedergli di lasciare rapidamente il club. Papin considera questi episodi come tentativi di screditare la sua immagine e sostiene che abbiano contribuito a “rovinare la fine” della sua avventura a Marsiglia.

Nonostante queste difficoltà, Papin non ha rimpianti per la sua carriera nel suo insieme. Ciò che gli fa male è il modo in cui è finita la sua storia con l'OM. Avrebbe voluto un'uscita diversa, soprattutto dopo la partenza di Marcelino nel settembre 2023, quando sperava di assumere la guida della prima squadra. Il suo status di prestatore di servizi e non di dipendente costituiva tuttavia un ostacolo. Conclude che “giocare così tanti anni all'OM e finire con i pettegolezzi alimentati da persone che non sanno nulla di calcio, fa schifo”, ​​sottolineando che questa fine non riflette il valore che ha sempre attribuito al club.

Attualmente Papin rimane lontano dalle attività ufficiali dell'OM. Il club non ha annunciato alcuna misura concreta in risposta alle sue accuse, mentre Papin continua a difendere la sua immagine e a chiedere il riconoscimento delle sue rimostranze. Il futuro del rapporto tra la leggenda del Marsiglia e l'OM resta incerto, ma la sua testimonianza lascia chiaramente intendere una rottura che potrebbe influenzare le dinamiche interne del club nei prossimi mesi.

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