Il Real Madrid è toccato dalle polemiche attorno a Kylian Mbappé in seguito ai suoi commenti su Mao Zedong, che hanno generato tensioni con il governo cinese. La polemica non colpisce solo il calciatore, ma anche i club che dipendono dai suoi proventi derivanti dai diritti d'immagine, compreso il club bianconero.
Il club madrileno mantiene nei suoi contratti una percentuale degli introiti generati dai suoi giocatori attraverso i diritti d'immagine. Nel caso di Mbappé, il cui valore pubblicitario si aggira sui 30 milioni di euro all'anno, il contenzioso con le autorità cinesi potrebbe ridurre la parte che riceve il giocatore e, quindi, l'importo che riceve il Real Madrid. La riduzione di questi ricavi si tradurrebbe in una minore capacità di investimento e in una minore visibilità del marchio in un mercato chiave.
Oltre ai diritti d'immagine, la vendita delle magliette costituisce un'importante fonte di reddito per il club. La Cina rappresenta circa il 15% delle vendite globali di magliette del Real Madrid e la maglia numero 10 di Mbappé è la più venduta nel paese. Con la controversia in corso, c'è il rischio che la popolarità della maglietta possa risentirne, il che significherebbe una perdita di entrate dal merchandising.
Il club ha dichiarato che la situazione resta in "stand by" dopo le scuse di Mbappé e la comunicazione con il governo cinese. Resta fragile, tuttavia, il rapporto con il mercato asiatico, particolarmente sensibile all’immagine pubblica. I vertici del Real Madrid stanno valutando le possibili ricadute finanziarie e di immagine che potrebbero verificarsi nei prossimi mesi.
Nei prossimi giorni il club continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione in Cina e i suoi effetti sugli introiti derivanti dai diritti d'immagine e dalle vendite di merchandising. Nel frattempo, il Real Madrid continuerà a lavorare per mitigare qualsiasi impatto negativo e preservare la sua posizione come una delle squadre più preziose al mondo.