Stevan Jovetić, attaccante dell’AEL Limassol con esperienza in Serie A, ha confermato di aver rifiutato più volte l’offerta della Juventus per motivi legati alla sua passione per la Fiorentina. Nella sua intervista a La Gazzetta dello Sport ha ricordato che, quando la Juventus lo contattò, ha detto “no, grazie”, e che un paio di anni dopo avrebbe fatto lo stesso con i fiorentini, sebbene l’Inter lo avesse cercato già in quel periodo. Il giocatore ha inoltre sottolineato come il suo talent scout, Corvino, fosse stato coinvolto anche nella trattativa con il Lecce durante l’estate, ma che la trattativa si è interrotta quando il presidente Pantaleo è andato via.

Nel racconto del suo tempo a Firenze, Jovetić ha parlato di Prandelli come “un papà calcistico” che gli ha detto che il suo momento sarebbe arrivato. Ha ricordato le notti speciali trascorse insieme, soprattutto durante la Champions League, e ha citato il rapporto con Mihajlovic, che lo contattava quando era infortunato per rassicurarlo sul suo ritorno più forte. Al contrario, ha espresso disappunto per il rapporto con l’allora allenatore Montella, che lo ha tolto dalla squadra solo perché aveva deciso di lasciare la Fiorentina a fine anno, affermando che avrebbe onorato la squadra fino alla fine.

Jovetić ha inoltre chiarito che la sua decisione di rifiutare la Juventus non è stata motivata da questioni economiche, ma piuttosto dal suo amore per la Fiorentina e dal desiderio di restare fedele al club. Ha espresso gratitudine per l’opportunità che gli è stata data dalla Fiorentina e ha ribadito che il suo legame con la squadra rimane solido. L’attaccante ha chiesto di non essere frainteso, poiché la sua scelta è stata una scelta personale e non una decisione di carriera basata su interessi esterni.

Il giocatore, ora in Grecia, ha chiuso l’intervista con un ringraziamento alla Gazzetta e ai suoi fan, promettendo di continuare a dare il massimo per la sua squadra attuale. La sua storia dimostra come le decisioni di carriera degli atleti possano essere influenzate da legami emotivi e da relazioni con allenatori e club. Con la stagione in corso, l’AEL Limassol potrà contare su un attaccante con esperienza internazionale e un passato in Serie A, mentre la Fiorentina rimane sempre nella memoria di un giocatore che ha scelto di restare fedele ai propri valori.

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