Il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, ha confermato di aver deciso di chiudere in rosso la stagione estiva, spiegando le motivazioni e i piani futuri del club. In un’intervista a ClassCNBC, Cardinale ha sottolineato come la scelta sia stata dettata dalla necessità di ristrutturare l’organizzazione e di preparare il club a competere a livello europeo, ponendo particolare attenzione al nuovo stadio.
Cardinale ha iniziato a parlare del progetto di ristrutturazione delle infrastrutture: “Il percorso è lungo, ma da quattro anni stiamo lavorando su un piano che mira a trasformare l’esperienza live, la relazione con i tifosi e le strutture per i calciatori.” Ha ricordato che, pur rispettando la tradizione del San Siro, l’obiettivo è rendere lo stadio un vero omaggio alla storia del club, ma allo stesso tempo moderno e competitivo. “Il nuovo impianto deve evolvere insieme alla cultura del club”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza di un ecosistema aggiornato per restare al passo con i tempi.
Per quanto riguarda la situazione finanziaria, Cardinale ha dichiarato di aver mantenuto il controllo sulla salute economica del club, anche dopo l’iniezione di 50 milioni di equity. “Ho deciso di chiudere in rosso l’estate perché, dopo l’eliminazione dalla Champions League, ho capito che era il momento di un vero cambiamento”, ha spiegato. Ha poi illustrato come abbia ristrutturato l’area sportiva, mantenendo alcuni giocatori chiave, inserendo nuovi talenti e abbassando l’età media della rosa. “Il mercato degli ingaggi è stato inflazionato, ma dobbiamo accettare queste dinamiche se vogliamo competere”, ha detto. Cardinale ha inoltre affermato che, nonostante la perdita di 50 milioni, il club tornerà rapidamente ai parametri di bilancio grazie a una gestione più efficiente delle operazioni di mercato e a un piano commerciale più solido.
Il proprietario ha poi parlato del suo ruolo nella scelta e nell’acquisto dei calciatori. “Se un anno fa mi avessero detto che avrei passato il tempo a guardare video e a interfacciarmi con gli scout, sarei rimasto sorpreso”, ha detto. Ha spiegato che la sua esperienza in ambito corporativo gli ha permesso di costruire organizzazioni basate su persone di alto livello e di gestire le valutazioni economiche in modo efficace. “Il calcio è un’arte e una scienza, e ora ho scalato quella curva di apprendimento”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di avere una struttura solida e in continua evoluzione.
Infine, Cardinale ha condiviso le lezioni apprese finora. Se potesse ricominciare, avrebbe dedicato più tempo alla parte sportiva fin dal primo giorno, pur mantenendo l’attenzione sul nuovo stadio e sullo sviluppo commerciale. “Il tempo trascorso quest’estate a gestire personalmente il club mi ha permesso di capire esattamente quali figure inserire nella nuova struttura tecnica”, ha concluso. Con questi cambiamenti, il Milan punta a tornare ai vertici della Serie A e dell’élite europea, con una visione chiara di crescita sostenibile e di competitività a lungo termine.