La Juve Stabia ha concluso il match contro la Virtus Entella con un pareggio di 1-1, ma la partita è stata segnata da un episodio controverso che ha scatenato la rabbia del presidente Enzo De Vito. Dopo l’ultimo minuto di recupero, un giocatore della Vespa, Kumi, è stato coinvolto in un potenziale rigore che, secondo il dirigente, avrebbe potuto garantire la squadra due punti in più. “Sono qui solo per rispettare i giornalisti che hanno diritto di sentire le parole della società. Più che rammaricato, sono disgustato”, ha dichiarato De Vito, lasciando intendere che la decisione dell’arbitro sia stata decisiva per il risultato finale.
Il presidente ha evitato di approfondire i dettagli dell’episodio, sottolineando che “le immagini parlano da sole” e che “ci sono organi preposti a valutare e a esaminare quello che è accaduto oggi”. Nonostante la frustrazione, De Vito ha cercato di mettere in luce la resilienza della squadra, affermando che “la Juve Stabia è viva, abbiamo voglia di combattere”. Ha ricordato che la squadra ha dominato il secondo tempo, ma ha anche riconosciuto che la sconfitta è stata “giusta” perché “è risultato della nostra responsabilità, non di un altro”.
Il presidente ha inoltre spiegato il motivo della sua presenza in diretta con i giornalisti: “Mi sono presentato personalmente per preservare il mister e lo staff tecnico”. In un messaggio diretto agli arbitri, De Vito ha chiesto “attenzione, non favori”, pur riconoscendo che il risultato finale non può essere modificato. “Dietro non si torna”, ha aggiunto, chiedendo una maggiore attenzione nei futuri incontri.
Infine, De Vito ha ribadito che l’episodio contestato è stato “chiaramente documentato” e che la società non intende “ritoccare” le prove, come avviene su Instagram. Ha concluso affermando che, sebbene la situazione sia dura, la squadra non ha paura di affrontare le conseguenze e che il suo ruolo è quello di salvaguardare il lavoro di tutti i membri della società. La Juve Stabia rimane in attesa di eventuali azioni disciplinari da parte delle autorità calcistiche, mentre la squadra si prepara al prossimo appuntamento, determinata a trasformare la frustrazione in motivazione per le partite future.
