Il capo dell’ente regolatore indipendente del calcio inglese, DavidKogan, ha annunciato che si dimetterà se mai dovesse essere sottoposto a pressioni politiche sulle indagini del Manchester City. Kogan, che presiede l’Independent Football Regulator (IFR), ha affermato che la decisione sarà presa “se incontrassi qualche interferenza politica” e che si dimetterà piuttosto che compromettere l’indipendenza dell’organismo di vigilanza.

La dichiarazione di Kogan arriva dopo una serie di commenti di personaggi politici che molti club e osservatori hanno visto come un’intrusione nel processo normativo. Il mese scorso, il primo ministro AndyBurnham ha dichiarato che sarebbe “davvero preoccupato” se lo scandalo costringesse l’AbuDhabi United Group, proprietario del club, a vendere il Manchester City. I club della Premier League, alcuni dei quali sorpresi dalle osservazioni del Primo Ministro, hanno espresso preoccupazione che il coinvolgimento del governo possa influenzare l’esito dell’appello del club. Kogan ha sottolineato che l'IFR opera in base a poteri statutari e che nessuna figura politica può alterare la sua linea di condotta. Ha aggiunto che l'autorità di regolamentazione agirà solo sulla base delle prove e che qualsiasi tentativo di interferenza sarà accolto con le sue dimissioni.

La commissione indipendente che ha aperto il caso ha scoperto che il Manchester City aveva violato le regole finanziarie della Premier League per un periodo di nove anni, dal 2009 al 2018. I proprietari del club avrebbero gonfiato il valore degli accordi commerciali attraverso uno “schema di finanziamento mascherato” del valore fino a 830 milioni di sterline. La città ha negato le accuse e presenta ricorso contro i risultati. Il rapporto della commissione ha inoltre evidenziato che diversi testimoni dei club hanno fornito prove false o fuorvianti, una grave violazione che potrebbe portare a sanzioni che vanno da pesanti multe alla detrazione di punti o addirittura all’espulsione dalla Premier League.

Kogan ha affermato che l’IFR aspetterà l’udienza sulle sanzioni del comitato indipendente, che potrebbe richiedere mesi, prima di decidere qualsiasi ulteriore azione. Ha chiarito che i poteri del regolatore riguardano i singoli proprietari, direttori e dirigenti senior, concentrandosi sulla capacità di gestire un club in modo sicuro, coerente e con probità. L’IFR non ha l’autorità per prevenire i club di proprietà statale e Kogan ha respinto l’idea che il caso sollevi questioni più ampie sulla proprietà statale nel calcio.

Alla domanda se l'IFR potesse negare la licenza del club al Manchester City, Kogan ha risposto che non avrebbe commentato fino a quando non fosse stata effettuata una valutazione completa. Ha inoltre osservato che l’autorità di regolamentazione agirà solo se i risultati del panel indipendente lo richiederanno. La situazione rimane in continuo mutamento, con il Manchester City ancora in grado di appellarsi contro i verdetti e le sanzioni di colpevolezza. L’esito delle prossime udienze determinerà se il club dovrà affrontare sanzioni finanziarie, detrazioni di punti o altre misure disciplinari e costituirà un precedente su come viene gestita l’influenza politica nella governance del calcio inglese.

BBC SportQuesto articolo è stato riscritto e localizzato da ScoreLens sulla base del servizio originale.
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